Fini coglie la palla al balzo «La legge elettorale garantisca governi stabili»

D’Alema: «Proprio un bel pomeriggio...» Prodi: «Un risultato inatteso, che dev’essere di insegnamento. La gente chiede sicurezza»

da Roma

«È un risultato non atteso, che deve essere un insegnamento anche per noi». Si sorprende Romano Prodi, ma il risultato elettorale in Germania dimostra che «la gente ha bisogno di sicurezza» e che lo Stato sociale è un valore da tutelare, per i cittadini europei. Ma ora bisognerà capire come si potrà formare un nuovo governo: «Comunque - dice Prodi - è molto difficile che si abbia un governo democristiano-liberale. Tutto è in ricomposizione». Quanto al significato del voto per l’Europa, il Professore risponde: «Queste cose sono segno di una paura che hanno i cittadini europei di essere abbandonati. Ci possono essere momenti in cui lo Stato sociale può sembrare un impedimento alla crescita, ma lo slancio nuovo lo dobbiamo dare tenendo presente che la gente ha bisogno anche di sicurezza. La campagna elettorale della Cdu-Csu, giocata sui temi “giù le tasse, avanti, poi vedremo”, probabilmente ha provocato le paure profonde».
Il commento di Massimo D’Alema è meteorologico: «Proprio un bel pomeriggio». Poi il presidente Ds, a Milano per la chiusura della Festa dell’Unità, spiega: «È una bella notizia che la destra è stata fermata. La somma dei voti raccolti dai tre partiti della sinistra raggiunge il 50 per cento. Quindi, un bel pomeriggio».
L’incertezza del voto tedesco è servita a Gianfranco Fini come spunto per lanciare un avvertimento agli alleati dell’Udc. «La legge elettorale deve garantire maggioranze certe e governi stabili», ha detto Fini da New York, come a significare che sul premio di maggioranza via della Scrofa non sembra disposta a trattare. Per Rocco Buttiglione, ministro per i Beni culturali esperto della politica tedesca, «la grosse koalition è l’unica ipotesi percorribile». Certo, «i democristiani hanno vinto» e Schröder «non può governare, la coalizione socialisti-verdi è stata nettamente sconfitta». Inoltre, «l’entrata trionfale in Parlamento dei comunisti costituisce la novità del voto 2006». Per garantire la governabilità alla Germania, per Buttiglione, servirebbe una riforma istituzionale come quella proposta dall’Udc. L’errore della Merkel? «Ha detto chiaramente che per risollevare l’economia sarebbe servita una medicina amara. Cosa che merita, lo dico da italiano, tanto di cappello».
Francesco Giro di Fi si chiede se il risultato elettorale tedesco sia «un presagio» anche per l’Italia e lo fa «alla luce delle recenti dichiarazioni di Berlusconi, che al trionfalismo della sinistra ha reagito ricordando, da un lato, il ruolo di Fi come perno dei moderati italiani assimilabile a quello della Cdu tedesca e, dall’altro, la sostanziale parità elettorale tra Unione e Cdl in larga parte dovuta al disorientamento degli elettori di fronte alle difficoltà che tutta l’Europa sta incontrando sul piano economico e sociale».
Per il presidente dello Sdi Enrico Boselli le idee dell’aspirante Cancelliere, «che hanno dimostrato di essere impopolari in Germania, come la flat tax, lo sono ancor di più in Italia». Pietro Folena, indipendente del Prc, sottolinea: «Il dato sostanziale è che la Germania non va a destra». Gianni De Michelis, segretario del Nuovo Psi, parla di un forte messaggio per il campo riformista del nostro centrosinistra, «chiamato a capovolgere lo schema seguito in questi mesi e cioè quello di una sorta di gauche plurielle all’italiana, destinata ad affidare a Bertinotti quel ruolo di arbitro dei destini del centrosinistra, ruolo che giustamente Schröder si rifiuta di affidare a Lafontaine e ai postcomunisti tedeschi».