Fini difende la sua riforma: così entrano tutti

L’ex ministro degli Esteri boccia la bozza Amato-Ferrero, Casini invoca il Parlamento. Forza Italia: «Sponsor trafficanti di schiavi»

da Roma

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri al pensionamento della Bossi-Fini l’opposizione scende sul piede di guerra. È una reazione ferma e compatta quella che arriva dal centrodestra dopo il varo del nuovo ddl sull’immigrazione. Una raffica di dichiarazioni che fanno risuonare un doppio campanello d’allarme. Il primo è riguarda il merito di un provvedimento che allarga enormemente le maglie degli ingressi. Il secondo è sul metodo, ovvero sullo strumento della legge delega che lascia prevedere un sostanziale esproprio del Parlamento.
«Mi sembra che il governo giochi un po’ con le parole perché, partendo dal presupposto che in Italia ci sono tanti clandestini - cosa vera perché in molti casi la magistratura non dà corso alle espulsioni - allora il governo decide di fare entrare tutti quelli che lo vogliono». Gianfranco Fini, padre insieme a Umberto Bossi della attuale normativa, si dice convinto che le novità volute dall’Unione «porteranno problemi perché ci saranno molti che verranno in Italia con lo sponsor o dichiarando di essere in grado di sostenersi economicamente. Cercheranno lavoro, non lo troveranno e saranno costretti a vivere di stenti o a delinquere». Addirittura «ridicola» poi, la reintroduzione della figura dello sponsor «già prevista dalla Turco-Napolitano, che si rivelò fallimentare».
Toni fortemente critici vengono usati anche da Pier Ferdinando Casini. «Il governo non è un grande ufficio di collocamento. È giusto ospitare gli extracomunitari ma dobbiamo impiantare questa legge non solo sui loro diritti ma anche sui loro doveri. All’inizio del dibattito parlamentare chiederemo ai presidenti di Camera e Senato che il Parlamento non venga espropriato delle sue competenze. Il dibattito deve avvenire alla luce del sole, con il confronto tra le forze politiche - conclude Casini - e non con decisioni solitarie del governo».
Parole nette arrivano anche da Forza Italia. «Il governo dichiara di voler diminuire il flusso dei clandestini ma lo fa semplicemente allargando le maglie dell’accoglienza» dice Fabrizio Cicchitto. Di «scelte caotiche» parla Renato Schifani. Che aggiunge: «Guai a Prodi e ai suoi se ancora una volta si rifugeranno dietro il solito voto di fiducia. Sarebbe un abuso senza attenuanti dinanzi agli italiani e all’Europa». Maurizio Gasparri, invece, si dice fiducioso sulle possibilità di bloccare o modificare il provvedimento. «Le proposte del governo sull’immigrazione saranno fatte a pezzi in Parlamento. Non c’è la copertura economica e il ritorno dello sponsor trafficante di schiavi è stato bocciato dall’Ue» ricorda l’esponente di An. Francesco Storace, a sua volta, punta il dito contro i rischi sanitari provenienti dalla nuova normativa. E promette: «In Parlamento daremo battaglia per prevedere lo screening obbligatorio sulla salute degli immigrati».
La Lega, infine, con Roberto Calderoli, si prepara alla mobilitazione. «Se passasse la modifica della Bossi-Fini, inizieremo immediatamente la raccolta delle firme per un referendum abrogativo di una legge che mette a rischio la nostra casa, il lavoro, la nostra identità e anche la nostra stessa vita: prima di farcela togliere venderemo cara la nostra pelle».