Fini: "Diliberto istiga all'odio"

Il leader di An: "Incredibile violenza verbale su Berlusconi. Comportamento vergognoso". Pisanu: "La Cgil invoca unità ma tollera Diliberto"

Roma - "È un comportamento vergognoso - dichiara il leader di An Gianfranco Fini -, è incitazione che Diliberto vada in tv per urlare che Berlusconi fa schifo. Non è l'ultimo attivista di periferia ma delle responsabilità. La sua è una istigazione all'odio. Quante volte la violenza verbale può determinare comportamenti di violenza fisica? Questo è un problema che si devono porre. Quello che ha detto ieri Diliberto - ha concluso Fini - è la dimostrazione di un comportamento rispettoso e democratico o è una incitazione? È una incitazione, un comportamento vergognoso".

Pisanu "La sinistra e la Cigl - attacca l'ex ministro dell'Interno Beppe Pisanu - non possono invocare l'unità del paese contro il terrorismo e contemporaneamente tollerare gli ignobili attacchi di Diliberto e Cremaschi al presidente Berlusconi, unico e non casuale bersaglio politico indicato dalle nuove Brigate Rosse. Che lo si voglia o no, questa doppiezza, anzi questa bassezza politica, serve solo a strizzare l'occhio ai terroristi ed ai loro numerosi compagni di strada. Speriamo che non si siano dati appuntamento a Vicenza".

Tajani "L'Europa guarda con preoccupazione ad un Paese come l'Italia, dove il capo di un partito di governo insulta il leader del centrodestra proprio nel momento in cui è nel mirino del terrorismo brigatista". Lo sottolinea il capogruppo della delegazione di Fi al Parlamento Europeo, Antonio Tajani. "Le gravissime affermazioni di Diliberto alla vigilia della manifestazione antiamericana di Vicenza -continua l'esponente di Fi - dimostrano che la coalizione a sostegno di Prodi è lacerata da divisioni insanabili ed è succube della volontà e delle scelte della sinistra radicale. Prodi ed il suo governo abbiano il coraggio di prendere le distanze da Diliberto dopo non aver avuto quello di manifestare solidarietà a Berlusconi nell'aula di Montecitorio nel corso del dibattito sulle Br".

Cesa Sulla stessa lunghezza d'onda le parole del segretario Udc Lorenzo Cesa: "Irresponsabili le parole di Diliberto. In una fase delicata, come quella sottolineata ieri dal ministro Amato, in cui potrebbero palesarsi rischi di infiltrazioni di singoli o di cellule terroristiche nel corteo di Vicenza, buttare benzina sul fuoco non aiuta certo la lotta comune che tutte le forze politiche devono condurre contro il rischio di una riemersione del fenomeno terroristico".

Rotondi "L'atteggiamento di Diliberto - dichiara Gianfranco Rotondi, segretario Nuova Dc - è da censurare e a farlo dovrebbe essere innanzitutto il leader dell'Unione Romano Prodi, e non solo. Questo signore, che è stato anche ministro della Repubblica, farebbe bene a chiedere pubbliche scuse a Berlusconi".

Fassino "Tutti dobbiamo avere molta più sobrietà". Così, dai microfoni di «28 minuti» su Radiodue, il segretario dei Ds Piero Fassino. "Quanto più si vogliono rendere evidenti le differenze politiche - prosegue Fassino - tanto più occorre rispetto delle persone".

Cacciari "Non mi pare che ci sia tanto da dire - commenta il sindaco di Venezia Massimo Cacciari -. È una battuta villana, punto. D'altronde non è che Berlusconi sia andato per il sottile molte volte con Prodi o altri. È un modo sbagliato di fare polemica politica, ma tant'è. Ne siamo strabituati. L'essere villano crea problemi a chi lo è. Se uno mi dicesse che faccio schifo non me ne fregherebbe assolutamente niente. Mi dispiacerebbe per lui. È un polverone del tutto inutile".

Calderoli "La gravità delle dichiarazioni di Diliberto su Berlusconi - afferma Roberto Calderoli (Lega Nord) - non sta solo in quanto ha affermato Diliberto, ma soprattutto nel fatto che intorno a questa frase ha convenuto, rincarando anche la dose, tutto il suo partito, il Pdci, un partito che sostiene questo governo. E a questo punto appare irrinunciabile una dichiarazione netta a riguardo del presidente del Consiglio, Prodi, che deve prendere le distanze. Sono convintoche non arriverà nessuna dichiarazione a riguardo, ma questa è la dimostrazione di come sia giunto il momento per la sinistra di uscire dall'ambiguità che l'ha contraddistinta rispetto al terrorismo e che ha fatto sì che siano state portati nelle istituzioni addirittura degli ex terroristi".