Fini: "Disgelo? Parlino i fatti, aspetto i segnali"

<strong><a href="/interni/berlusconi_ultima_chiamata_fini_rispettare_elettori_o_scelte_dolorose/politica-pdl-governo-fini-berlusconi/12-08-2010/articolo-id=466606-page=0-comments=1">La tattica del Cavaliere</a></strong> è aprire una crepa nel Fli: arginare i falchi per ottenere la fiducia sui 4 punti ed evitare il voto. L’atteggiamento
da parte di Fini è quello
dell’attesa: &quot;Vedremo se alle parole seguiranno i fatti&quot;. Cicchitto ai finiani: &quot;Basta copiare Travaglio&quot;

Roma - Wait and see. All’indomani della nota del premier e dopo una giornata di toni più morbidi tra gli esponenti di Futuro e Libertà e il Pdl, l’atteggiamento prevalente da parte del presidente della Camera è quello dell’attesa. "Aspettare e vedere cosa succede" è l’intenzione del presidente della Camera, ancora per qualche giorno in vacanza ad Ansedonia con la famiglia.

La linea di Fini La linea di Fini è chiarissima ed è quella dettata nelle ultime ore dagli uomini di Futuro e Libertà: l’unica maniera di ricominciare a tessere la delicata tela del dialogo è far cessare gli "attacchi mediatici" nei confronti dell’inquilino di Montecitorio e mettere a tacere le voci che chiedono le dimissioni del presidente della Camera. Al momento però, malgrado i toni si siano placati rispetto allo scontro violentissimo degli ultimi giorni, i segnali di "alleggerimento" registrati nelle ultime ore vengono definiti da ambienti vicini al presidente di Montecitorio ancora "molto prematuri" per poter dire che si può ricominciare a discutere. "Vedremo se alle parole seguiranno i fatti - spiega una fonte parlamentare finiana - e solo i fatti possono dimostrare se si tratta di una tregua vera oppure no".

Il fronte berlusconiano L’ottimismo per un riavvicinamento a breve non sembra prevalere nemmeno sul fronte berlusconiano. "L’intenzione di abbassare i toni potrebbe anche esserci - racconta una fonte parlamentare del Pdl di area berlusconiana - ma certamente se Giornale o Libero trovassero ancora qualcosa sul conto del presidente della Camera credo che non esiterebbero a pubblicarla". Al momento da Arcore, dove Berlusconi ha avuto dei contatti con Gianni Letta e ha incontrato Niccolò Ghedini, non è arrivato nessun riscontro, spiegano i finiani, ed è per questo che l’atteggiamento dell’ex leader di An non può che essere attendista.

Cicchitto a Fli: "Basta copiare Travaglio" "Berlusconi ha ancora una volta riproposto in termini costruttivi le vicende politiche che riguardano governo, maggioranza e Pdl. È necessario che arrivi un appoggio sincero e convinto al governo da parte di tutti coloro che si definiscono maggioranza sui 4-5 punti programmatici che in prospettiva verranno preparati più dettagliatamente" rincara la dose il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. "È sgradevole che alcuni finiani abbiano scimmiottato Travaglio saccheggiandone a piene mani, da libri e testi - continua Cicchitto -. È a tutti ben comprensibile che una polemica di questo tipo è sterile e distruttiva e provocherebbe rotture, cosi come le polemiche degli ultimi mesi hanno favorito le lacerazioni del Pdl nelle forme già viste". 

Il messaggio del premier Berlusconi ha scritto ieri che gli elettori del Pdl e della Lega Nord potrebbero non capire "come alcuni possano dividersi per giochi di palazzo della vecchia politica ed esclusivamente per un tornaconto di parte. Al di là del frastuono delle irresponsabili e a volte farneticanti parole pronunciate da taluni contro il governo e contro la propria stessa maggioranza, se vi sarà questo spirito costruttivo che accolgo con grande soddisfazione e disponibilità, sarà certamente possibile ritrovare quell’unità che, ove mancasse, non potrebbe che portare a scelte dolorose e definitive".

La replica di Futuro e libertà I finiani hanno risposto alla parziale mano tesa di Berlusconi ieri sera stessa con una nota firmata dai loro capigruppo a Camera e Senato, Italo Bocchino e Pasquale Viespoli, il primo considerato un "falco", il secondo "una colomba", in cui definiscono prudentemente "un segnale positivo" il tentativo del premier di ricomporre il fronte del centrodestra. Ma pongono un vincolo, ovvero che "si blocchi l’aggressione quotidiana nei confronti di Fini".