Fini e Casini applaudono: «Scelta coerente»

da Roma

La Casa delle libertà compatta condivide e sostiene la scelta di responsabilità del leader Silvio Berlusconi: votare a favore del rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi sottolinea la grave spaccatura interna al governo e l’impossibilità per il titolare della Farnesina, Massimo D’Alema, di sviluppare una politica estera coerente. «Nell’ambito del governo emergono due linee politiche: una rappresentata dal vicepresidente del Consiglio D'Alema sempre più consapevole delle difficoltà di mantenere una posizione unitaria e credibile sul piano internazionale e sulla politica economica se continua la strategia della tensione da parte delle frange più estremiste della coalizione», dice Bondi che poi attacca il premier e il ministro della Difesa che rappresentano «l’altra linea».
«Prodi e Parisi sembrano puntare solo sullo scontro e sulla contrapposizione fra gli schieramenti - accusa Bondi - nella convinzione che solo il muro contro muro può garantire la sopravvivenza politica di Prodi».
L’ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini approva l’iniziativa dell’ex premier. «Sono lieto che il presidente Berlusconi annunci la disponibilità a concorrere al sostegno della missione militare italiana in Afghanistan, come già aveva fatto nei giorni scorsi l’Udc», dice Casini. «È una posizione coerente con la scelta atlantica dell'Italia e con i nostri impegni internazionali. E Casini poi attacca Prodi che si trova a governare una coalizione profondamente divisa. «Se la maggioranza non avrà i voti sufficienti, se non sarà autosufficiente, se i nostri voti saranno determinanti, Prodi avrà il dovere morale di dimettersi», ammonisce Casini.
Per l’ex presidente della Camera c’è una sola nota di amarezza. «Spiace che Berlusconi, anche nel giorno in cui mi dà ragione sulla missione in Afghanistan, voglia polemizzare inventando mie frasi inesistenti, mai dette né pensate. Per oggi, però, mi accontento che mi dia ragione». Il riferimento è alla frase “Se non ce la faceva il governo ci pensavamo noi” attribuitagli a proposito del decreto sulle missioni all’estero.
Anche l’ex ministro degli Esteri Gianfranco Fini, presidente di An, appoggia la linea di responsabilità di Berlusconi. «Saggia decisione del centrodestra a favore dell'impegno di pace in Afghanistan, in quanto il mantenimento della nostra presenza militare è all'insegna dell'assoluta continuità con quanto deciso dal nostro governo nell'ambito degli organismi internazionali», osserva Fini.
Sarcastico il commento dell’ex sottosegretario agli Esteri, Margherita Boniver. «Senza il determinante appoggio della Cdl la politica estera dell'Italia rischia di andare in pezzi», dice l’esponente azzurra che ora siede nella commissione esteri della Camera.