«Fini e Casini richiamino l’Udc o in Liguria addio terzo polo»

Il Fli scarica i contestatori della festa di Roberta Pinotti. E osserva che l’idea di manifestare davanti alla villa nella quale si celebravano i 50 anni dell’onorevole pidina era semmai «l'iniziativa di alcuni singoli non quella di un partito», ma che «soprattutto, in concreto, nessuna manifestazione si è realizzata». A parlare è Enrico Nan, coordinatore regionale dei finiani. Che magari esagera pretendendo che un comunicato ufficiale, spedito dalla mail ufficiale del partito debba essere verificato prima di essere pubblicato. Ma che prende spunto dalla situazione, per affrontare un po’ tutta la situazione politica ligure.
Onorevole Nan, un po’ di «casino» come lo definisce lei, in fondo c’è?
«È normale che un partito che è nato da tre mesi abbia necessità dei suoi tempi di assestamento sia a livello nazionale e sia a livello locale. I congressi che, democraticamente ed a differenza del Pdl stiamo affrontando, formalizzeranno la nascita una classe dirigente scelta dalla base che sarà il punto di riferimento delle nostre decisioni politiche».
Siete futuristi, ok, ma parlate sempre al futuro. Quando avrete una classe dirigente legittimata?
«I congressi li faremo al più presto, entro luglio quelli provinciali. Poi subito dopo quello regionali. Ma intanto esiste un coordinatore regionale che sono io, un vice che è Giuseppe Murolo, una coordinatrice provinciale che è Rossella Olivari».
E chi ha organizzato la contestazione alla Pinotti?
«Non è nessuno di questi. Anzi, non solo non abbiamo ma avallato questa iniziativa ma, a mio modo di vedere, questa non avrebbe neppure avuto alcun senso politico».
Però prima candidate la Pinotti sindaca, poi lo smentite. Ora la festa. Ma il Fli è un partito fondato sulla Pinotti?
«La Pinotti è un’ottima parlamentare, anche simpatica. Ma non può essere la nostra candidata sindaco. Anche per Genova la nostra linea politica è quella del terzo polo. Abbiamo anche un candidato ideale che è Enrico Musso».
Ma quale terzo Polo? Se l’Udc ha già fatto l’accordo con la sinistra? E lo stesso Musso ha capito che il Terzo polo non esiste già più?
«Quello dell’Udc è un tema che porrò a livello nazionale. Ci sono sempre delle eccezioni locali, è vero, ma è anche vero che dobbiamo prendere atto dei risultati elettorali».
Cioè della batosta rimediata?
«La sconfitta clamorosa è stata quella del Pdl. Va però detto che anche il terzo polo non ha ottenuto i risultati sperati. In Liguria siamo andati bene dove eravamo in liste civiche. Male dove avevamo il nostro simbolo. A Savona ha prevalso la spinta per il voto utile».
Appunto, a Genova riprovate col voto inutile?
«A Genova o ci sarà il terzo polo o non ci sarà una nostra corsa in solitaria. Genova non è un piccolo comune o al limite una città più piccola. Genova sarà un banco di prova nazionale».
Chiederà a Fini di tirare le orecchie a Casini perché le tiri a Monteleone?
«Non si tratta di tirare le orecchie a nessuno. È una questione politica. Se in liguria non c’è la volontà di fare il terzo polo dovremo confrontarci tra noi e scegliere una soluzione diversa. Ha un senso provare ad andare al ballottaggio in contrapposizione a Pd e Pdl, sennò meglio guardarci in faccia e scegliere».
Retromarcia? Ritorno a casa?
«Intanto molte cose dipenderanno da quel che succede a Milano. Se vincerà Pisapia, anche la Lega dovrà prendere atto che così non si può andare avanti. Ma a prescindere, io cito un importante esponente del Pdl, il principale esponente ligure, Claudio Scajola. L’ha detto lui che occorre ricucire con Fini e Casini».
Ma anche voi in Liguria avete gli Urso e i Barbareschi?
«Aderisco con entusiasmo a un nuovo partito giovane che è il Fli, dove è normale che ci siano divergenze. Ma mentre nel Pdl non c’è dibattito, noi ci confronteremo e vedremo quale sarà la linea vincente».
Comunque fuori i cattofascisti e i fasciocomunisti?
«Il fasciosomunista è uno che non ha più una visione moderna della politica. La grande capacità di Fini è stata quella di compiere un’evoluzione politica con grande coraggio».
Il riferimento della domanda non era al leader nazionale, ma la risposta va registrata comunque.