Fini e Udc aprono alle riforme Veltroni: sì al proporzionale

Il presidente di An però chiarisce che ''finché il centrosinistra ha la maggioranza non si parli di elezioni''. Il leader dell'Udc Casini: ''Sul dopo-Prodi non riesco a seguire Berlusconi''. Intanto Daniela Santanché lascia An e passa con &quot;La Destra&quot; di Storace.<strong><a href="/a.pic1?ID=219686"> Veltroni: &quot;Sistema elettorale proporzionale senza premio di maggioranza&quot;</a></strong><br />

"E' evidente che occorre verificare, e lo scopriremo tra poco, se la maggioranza sarà ancora tale dopo gli scogli dei voti al Senato su Finanziaria e Welfare". Lo afferma il leader di An, Gianfranco FIni, al suo intervento al congresso nazionale della Confapi. "A quel punto - prosegue Fini - se ci sarà ancora un governo, avendo Prodi messo tra i punti del suo programma la riforma elettorale, attenderemo la sua proposta, se lo farà. Allora discuteremo di legge elettorale". Fini, inoltre, bacchetta chi sostiene a spada tratta il modello tedesco: "Mi fa sorridere - spiega - chi prende in prestito questo o quel modello a prescindere dai diversi modello di Stato. E' noto, per esempio, che la Germania prevede una sola Camera legislativa e la sua Costituzione un numero variabile di parlamentari".

"La maggioranza vuol dire avere la metà più uno dei voti. Può essere brutta, sgradevole o risicata ma c'é e fino a quando la situazione è questa mi chiedo come si faccia a parlare di elezioni". Lo afferma il presidente di An.

Casini non è d'accordo con il Cavaliere "Ho con Silvio Berlusconi un rapporto di affetto e amicizia, ma non lo riesco a seguire su questo punto" e cioé sul fatto che "il tema della vittoria è importante almeno quanto il tema della gestione della vittoria". Lo ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, dal palco della convention dei Circoli di Marcello Dell'Utri."Forza Italia - ha sottolineato l'ex presidente della Camera - è il più grande partito d'Italia e quindi non deve sottrarsi ad una comune riflessione non solo su come si può realizzare la vittoria, ma soprattutto su come si può governare il paese". Casini ha quindi rilanciato con forza la necessità di fare le riforme, ed in particolare quella elettorale, anche nel caso in cui vi sia una crisi di governo. "Questa settimana, ed Elio Vito lo sa, abbiamo affrontato le questioni delle riforme costituzionali", ha ricordato il leader dell'Udc che, nel ribadire l'intenzione di "discutere la riforma elettorale", ha invitato Forza Italia a dialogare su questo tema. "Vi lancio un invito affinché ci possa essere una riflessione comune su questo punto", ha detto rivolgendosi alle prime file della platea dove era seduto lo stato maggiore 'azzurro'. Perché, ha osservato, "amici qui il problema non è vincere per le disgrazie altrui, ma governare". Poco dopo, lasciando il palazzetto della convention, ai cronisti che gli chiedevano se la differenza fra lui e il Cavaliere fosse la volontà di ritornare immediatamente al voto dopo la caduta di Prodi, Casini ha ripetuto quanto detto dal palco: "Io chiedo che si lavori anche alla gestione della vittoria", ha risposto, sottolineando la necessità di avere un programma comune e una coalizione omogeneà.

La Santanchè lascia An e va con Storace E' Daniela Santanché, che oggi lascia Alleanza nazionale per entrare ne 'La destra' di Francesco Storace, l'ospite 'segreto' dell'Assemblea costituente del nuovo partito che sta per aprirsi al Palazzo dei congressi dell'Eur. Dell'esponente di Alleanza nazionale si era a lungo parlato come segretario della nuova forza di Storace, nata dopo la scissione da Alleanza nazionale dell'ex delfino di Fini, seguito Da altri esponenti di An. La Santanché, sempre pronta al dialogo con Storace, sembrava poi aver preferito l'impegno per i suoi Circoli D-donna, sempre rimanendo in An.