Fini esalta la Iotti, ma poi diserta lo spettacolo in onore dell’ex Lady Pci

Una sedia resterà vuota, questa sera, nella prima fila della «Sala della Protomoteca» del Campidoglio. Mica una sedia come tante, ma quella che avrebbe dovuto accogliere il Presidente della Camera.
Gianfranco Fini non parteciperà all’unica rappresentazione di «Leonilde, storia eccezionale di una donna normale», lo spettacolo teatrale allestito per celebrare l’ex presidente della Camera Nilde Iotti, scomparsa dieci anni fa e di cui quest’anno viene celebrato anche il trentennale dell’elezione, prima donna nella storia repubblicana, allo scranno più alto di Montecitorio. «Il presidente Fini - ha dichiarato Giuseppe Dipasquale, direttore artistico del teatro stabile di Catania, che ha prodotto la pièce teatrale - ha detto che, per impegni istituzionali pregressi, non potrà partecipare. Ma che gli dispiace molto». In fondo è questo il problema con i trentennali: ti cadono fra capo e collo quando meno te lo aspetti.
Strana l’assenza di Fini, vista l’enfasi che ha posto nel celebrare, a parole, la figura della storica presidente della Camera, componente della commissione dei 75 incaricati della stesura della Costituzione e deputata del Pci prima, del Pds e dei Ds poi, per 51 anni di fila.
«Come presidente della Camera - ha declamato Fini - Nilde Iotti offrì un esempio di imparzialità e di equilibrio che le valse il riconoscimento e la stima di tutte le parti politiche. Non rinunciava, però, alle sue idee. Come disse Luciano Violante, “la sua imparzialità non fu mai neutralità”. Essere super partes non significava per lei rimanere estranei al confronto delle opinioni. Ciò non diminuì affatto l’apprezzamento che la circondava, perché la cultura democratica si fonda, a ben vedere, sul confronto delle idee».
Insomma Fini ha fatto l’elogio di un presidente della Camera non neutrale, e che non si fa remore ad entrare nel dibattito politico quotidiano. Ricorda qualcuno.