Fini: «Finora mai tanti soldi per la capitale»

«Il successo del modello Roma, che sbandiera Veltroni, reso possibile solo grazie a questi fondi»

Marcello Viaggio

Per Roma in questi cinque anni il governo Berlusconi ha speso più di qualunque altro governo di sinistra degli anni precedenti. A tracciare il bilancio ed illustrare numeri e cifre a favore della capitale, è stato ieri il ministro degli Esteri e leader di An Gianfranco Fini. Il ministro alle Politiche agricole Gianni Alemanno, candidato sindaco di Roma, ha invece presentato la proposta del partito per il futuro status della capitale d’Italia: Roma si deve configurare come «città metropolitana speciale», in un ambito territoriale più vasto dell’attuale. E con poteri speciali che An si impegna ad attuare entro la prossima legislatura del Parlamento italiano.
Alla conferenza stampa («Alleanza nazionale, la forza di Roma») hanno partecipato i vertici del partito, fra cui l’ex ministro alle Comunicazioni Maurizio Gasparri, il capolista al Senato nel Lazio Francesco Storace, il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, il capogruppo alla Regione Fabio Rampelli, il presidente romano Vincenzo Piso.
«Roma con il governo di centrodestra ha goduto di risorse e stanziamenti come mai prima d’ora», ha esordito Gianfranco Fini. «In valori assoluti gli stanziamenti aggiuntivi del ministero dell’Economia e delle Finanze (rispetto agli stanziamenti erogati dal Viminale ai comuni sulla base della popolazione, ndr) - ha spiegato - sono passati dai circa 121 milioni di euro del 2000 ai 325 milioni del 2005 ed ai 295 milioni previsti per il 2006. Nonostante i tagli agli enti locali sbandierati dalla sinistra, la Finanziaria 2006 assicura a Roma più del doppio dei fondi che aveva nel 2000. Con questo governo lo stanziamento ordinario si è raddoppiato, consentendo al Comune di Roma una sicurezza finanziaria ed una possibilità di programmare nel lungo periodo sconosciute nella precedente legislatura». Rispetto al 2000, quando in Italia governava la sinistra, gli stanziamenti per la capitale, numeri alla mano, sono aumentati del doppio nel biennio 2003-2004, di due volte e mezzo nel biennio 2005-2006. «Nessuno può contestare - ha ribadito Fini - che il successo del modello Roma, che sbandiera Veltroni, è stato reso possibile solo grazie ai fondi messi a disposizione dal governo di centro destra».
«Oltre agli stanziamenti ordinari - ha affermato Alemanno - per Roma in questi 5 anni sono stati stanziati dai ministeri 6 miliardi di euro». Per l’esattezza 6.136 milioni. Il ministro ha presentato il dettaglio per ciascun dicastero. Il grosso è arrivato dal ministero Infrastrutture e trasporti, con 4.045 milioni, circa 8mila miliardi di vecchie lire, destinati soprattutto alle metropolitane B1 e C ed a rinnovare il nodo di Termini. I conti del ministero delle Infrastrutture sono per di più al netto dei contributi di Roma Capitale, 410 milioni, inclusi nel ministero dell’Economia, che da solo ha stanziato 1.743 milioni. 1.335 milioni, invece, la spesa del ministero della Salute.
Alemanno si è poi soffermato sui poteri speciali da attribuire a Roma Capitale. In quattro punti la proposta di An. Roma si deve configurare come «Città metropolitana speciale», con poteri normativi da armonizzare con la Regione per quanto riguarda infrastrutture, ambiente, gestione rifiuti, sviluppo economico. Per tutti gli altri poteri normativi Roma Capitale godrebbe di prerogative uguali alle Regioni, in un ambito territoriale più vasto dell’attuale. I municipi, infine, dovrebbero acquisire maggiori poteri fino a diventare simili a normali comuni. Immediate le reazioni polemiche a sinistra, con Fini ed Alemanno tacciati di «aver imparato a dire le bugie dal premier Berlusconi». Nessuna cifra dei due leader tuttavia è stata smentita. C’è da giurare che delle 9 pagine, fitte di numeri, diffuse da An l’Unione non abbia letto neppure un rigo.