Fini: «Fugare ogni sospetto per salvare la democrazia»

Il presidente di An: «Che cosa c’è di sbagliato e provocatorio nel fare un riscontro?». Giallo sulle schede provenienti da tutto il mondo: i deputati incaricati non sono ancora riusciti a vederle

Marianna Bartoccelli

da Roma

È sul voto degli italiani all’estero che sono puntati i riflettori delle Giunte, sia quella del Senato che quella della Camera, soprattutto dopo le dichiarazioni del giudice Claudio Fancelli, presidente dell’Ufficio centrale Circoscrizione Estero. Ma alla Giunta della Camera i due responsabili dell’analisi delle schede del voto estero, Gaetano Pecorella di Forza Italia e Angelo Picano dell’Udeur, non sono stati ancora messi nelle condizioni di aprire una sola busta. Alcune infatti pare che non siano ancora arrivate alla Camera (sono state richieste almeno 5 mesi fa), altre sono talmente caotiche (addirittura senza relazione finale) che non possono servire a nessun controllo.
Ma se è vero che comunque alla Camera (dove sono 12 i deputati eletti all’estero) il loro numero non è decisivo per determinare la maggioranza, certamente la situazione caotica delle schede di questa circoscrizione viene considerata da Forza Italia esemplare.
E se alla Camera verrà probabilmente deciso oggi il ricontrollo delle schede, al Senato si sta organizzando il lavoro di verifica. «La decisione del Senato non è la conseguenza di un fulmine a ciel sereno. Già dopo le elezioni avevamo chiesto che si procedesse al conteggio dei voti», commenta Gianfranco Fini, nel corso del programma Otto e mezzo. E difende la scelta fatta dal Senato: «Per il buon nome della democrazia bisogna fugare ogni sospetto. Cosa c’è di sbagliato e di provocatorio nel fare un riscontro?». Anche il presidente del Camera, Fausto Bertinotti, difende la scelta fatta: «È tutto da tempo sotto controllo con un intervento fatto dalla Camera e dal Senato che proseguirà con molta correttezza».
Mentre Angelo Bonelli, capogruppo verde alla Camera, ribadisce: «Non ci vedo nulla in contrario alla possibilità che si proceda alla Camera, come in Senato, al riconteggio delle schede bianche e nulle sulla base di sette regioni campione». Anche Pierluigi Bersani non si sottrae e parla della questione dei brogli e della richiesta avanzata dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, di ricontare le schede elettorali: «Contiamo pure - ha detto il ministro dello Sviluppo economico -, la cosa più bella di questo conteggio è che spero che tolga di mezzo questo argomento per un po’ di tempo così ci concentriamo sui problemi. Vedo invece che Berlusconi insiste; dice che non si può vincere per 25mila voti. Provi a chiederlo a Bush».
Nega ogni ipotesi di broglio Renato Mannheimer. Per l’esperto di sondaggi e flussi elettorali «tutto è possibile. Ma la mia idea è che mi sembra improbabile». «Non ho fatto la conta e quindi non so che cosa ci sia nelle schede - spiega Mannheimer -. Sicuramente ci sono state delle irregolarità, come ci sono in tutte le elezioni, e forse questa volta anche in misura superiore. Continuo ad esempio a essere sorpreso del crollo del numero delle schede bianche. E sono perplesso pure sull’ipotesi di brogli, però ci sono cifre che non tornano. Quindi è possibile un ribaltamento, ma altamente improbabile».
Arriva dal Pdci la richiesta di una commissione d’inchiesta, e Orazio Licandro del partito di Diliberto accusa Silvio Berlusconi «di impazzare su schede bianche, nulle, valide, all’estero». Piuttosto, prosegue Licandro, «è proprio Berlusconi che deve ancora spiegare cosa abbia tentato nei giorni immediatamente successivi all’esito elettorale. Bisogna ancora capire chi ha commesso quell’incredibile errore materiale delle 43.028 schede contestate, che ha tenuto, per 3 giorni, il Paese con il fiato sospeso. Qualcuno seguiva un disegno eversivo? Questi e altri sono gli interrogativi che, secondo noi, meritano risposte serie con un’apposita commissione di inchiesta». Chiede di tornare al voto per quanto riguarda la circoscrizione estera Mirko Tremaglia.
«Riteniamo - aggiunge l’esponente di An, ex ministro degli Italiani all’estero - proprio nel rispetto degli italiani all’estero, che se vi sono stati errori gravi e brogli elettorali, allora dovremo purtroppo arrivare a nuove elezioni all’estero». Tremaglia annuncia di aver presentato una denuncia alla Procura di Roma e alla Commissione per le indagini elettorali della Camera.