Fini: "Guardasigilli arrogante". Decolla la rabbia dell’Udeur

La condanna del leader di An: "Comportamento da censurare". La replica del ministro: "Fotografato solo io, sono stato linciato". Poi, l’affondo: quanti voli di Stato prese lui quando era capo alla Farnesina?

da Roma

Mastella? Ha fatto come Gustavo Selva, anzi, forse ha fatto pure un po’ peggio. «Il comportamento tenuto dal ministro della Giustizia è stato di un’arroganza pari a quella di chi prende un’ambulanza perché vuole arrivare prima in televisione». A compilare l’equazione è Gianfranco Fini. «Clemente - spiega il leader di An - ha sbagliato, sono proprio queste le cose che poi determinano le proteste della gente». Immediata, piccatissima, le risposta dell’Udeur, che adesso propone di abolire i voli di Stato. «Chiediamo a Fini quante volte ha usato gli aerei della presidenza del Consiglio - ribatte Mauro Fabris - . E poi vogliamo sapere se a bordo c’erano pure le vallette che dovevano entrare alla Rai».
Dunque la polemica sul viaggetto mastelliano in Airbus a Monza per il gran premio di Formula 1 monta ancora. Eppure venerdì Altero Matteoli, presidente dei senatori di An, aveva «espresso solidarietà» al Guardasigilli. Ma adesso Fini, parlando alla festa di Azione giovani, cambia registro e va giù duro. «Ripeto, Clemente ha sbagliato. È vero che lui era lì in visita ufficiale, ma una risposta diversa alle contestazioni ricevute sarebbe stata gradita».
Servivano insomma silenzio e basso profilo. Invece. «Invece quando si arriva a dire che si sarebbe speso di più andando con i mezzi pubblici, si ha un comportamento di arroganza, simile a chi prende l’ambulanza perché vuole arrivare prima in uno studio televisivo». Gustavo Selva, appunto, che il giorno delle manifestazioni anti-Bush che bloccarono per tutto il pomeriggio il centro di Roma si fece dare un passaggio da un mezzo di soccorso. Si fece pure infilare una flebo al braccio. I giovani di An chiedono a Fini perché non l’abbia espulso dal partito, lui risponde così: «Il compito di un leader è censurare e non cacciare. Io comunque non ho fatto nulla per trattenerlo. La forza dell’esempio vale più di centomila parole, anche in senso negativo».
Poi Fini torna a bacchettare Mastella: «Premesso che tutti possono sbagliare, chi ha responsabilità, e in particolare in un momento in cui c’è un risentimento verso la politica, deve esprimere non solo intenzioni ma soprattutto comportamenti pubblici quotidiani che siano un esempio per la gente comune». Conclude con un avvertimento «trasversale»: «Non possiamo difendere comportamenti scorretti soltanto in ragione di un’appartenenza». La politica, tutta la politica, deve darsi in fretta una regolata: il successo di Beppe Grillo è un campanello d’allarme.
Dal canto suo, il ministro della Giustizia si sente vittima di un complotto. «C’era Rutelli con la moglie - si difende -, c’era pure un altro deputato con il figlio, però hanno fotografato solo me. Mi sembra un linciaggio preventivo. Vogliono intimidirmi e farmi inciampare. Io però vado avanti tranquillo, ho trent’anni di esperienza alle spalle». Come si spiega il tutto? «Mi sembra evidente - risponde -. C’è un’ala del Partito democratico che colpisce Prodi per fottere me, la sinistra moderata vuole far cadere il governo. Infatti gli attacchi sono venuti più dal centrosinistra che dal centrodestra».
Con la vistosa eccezione di An. La replica del Campanile è affidata a Mauro Fabris. «Chiediamo a Fini, prima che lo faccia il governo rispondendo a una nostra interrogazione, di fare outing raccontando agli italiani quante volte lui stesso ha utilizzato voli di Stato quando stava al governo. E vorremmo inoltre sapere - prosegue il capogruppo Udeur alla Camera - se tra i suoi accompagnatori ci siano mai stati, o state, anche coloro che partecipavano ai casting dentro la Farnesina per le vallette da fare entrare in Rai tramite il ministro Gasparri».
Nell’interrogazione, l’Udeur chiede l’abolizione dei voli di Stato. «Durante il governo della Cdl - sostiene Fabris - i costi spese per questi trasferimenti erano saliti a 65,5 milioni di euro l’anno, contro i 19 milioni spesi dal governo di centrosinistra nel 2000». Infine, su An: «Venerdì Altero Matteoli espimeva solidarietà a Mastella per lo scandalistico attacco. Oggi invece registriamo che Fini tenta di cavalcare l’antipolitica».
Con Mastella si schiera apertamente pure Pierferdinando Casini. Anche lui, chiudendo la festa del partito a Chianciano Terme, sposa la tesi del complotto mediatico-politico ai danni del Guardasigilli. «Ci sono tre, quattro persone che vanno con un aereo di Stato a Milano per una cerimonia pubblica, ma viene preso di mira il ministro della Giustizia. Perché non hanno preso di mira gli altri?». La spiegazione, secondo il presidente dell’Udc, è molto semplice. «Succede perché c’è un disegno, c’è una battaglia di potere enorme che infuria nel governo di centrosinistra».