Fini: "Incentivi? Meglio a chi assume giovani"

Gli incentivi statali così come sono
stati recentemente delineati non piacciono a Fini: "Siamo a vecchie logiche". Critico anche Epifani: "Ci sarebbe bisogno di più
sostegno e ce n’è meno dell’anno scorso".  Scajola: "Rendo conto solo ai cittadini"

Roma - Gli incentivi statali così come sono stati recentemente delineati non piacciono al presidente della Camera, Gianfranco Fini: "Siamo a vecchie logiche". "Siamo alla vecchia logica di destinarli a beni di consumo. Perchè non pensiamo invece a incentivi da dare alle imprese perchè assumano giovani evitando così che finiscano all’estero?". Critico anche Epifani: "Ci sarebbe bisogno di più sostegno e ce n’è meno dell’anno scorso. Per di più spargendoli su tanti settori l’effetto sarà praticamente nullo".

Epifani boccia gli incentivi "Non si fa politica industriale con 300 milioni di euro, qualsiasi piano di incentivi alla produzione al consumo richiede risorse", ha detto Epifani. "Quest’anno si spendono 300 milioni per 20 settori, mentre l’anno scorso ne sono stati spesi più del doppio e soprattutto sulla rottamazione delle auto. Quindi con le cifre andiamo a decrescere, ci sarebbe bisogno di più sostegno e invece ce ne è di meno dell’anno scorso. Per di più - ha osservato - spargendolo su tanti settori l’effetto sarà praticamente nullo: chi arriverà prima avrà un vantaggio ma la stragrande maggioranza no. È la filosofia del vogliamo ma non possiamo. Eppure bisognerebbe fare di più perchè il 2010 sarà un anno molto difficile. Ma anche dal punto di vista dello stimolo pubblico, quest’anno andrà peggio dell’anno scorso".

Scajola: "Rispondo ai cittadini" "Non rispondo al segretario della Cgil, rispondo ai cittadini: abbiamo mirato incentivi significativi con le risorse disponibili con l’obiettivo di stimolare la crescita", ha replicato il ministro Claudio Scajola secondo il quale "sono stati accolti positivamente da tutti i settori interessati". "Abbiamo scelto - ha aggiunto Scajola - i settori che soffrivano la maggior crisi e li abbiamo spalmati in maniera tale che, in breve tempo, vi possa essere un incentivo all’acquisto, proprio in questi primi mesi, che riteniamo importanti per dare una risposta alla produzione".

Sacconi: "Un uso rapido" "Gli incentivi decisi dal Governo sono stati calibrati in modo tale da incentivare l’utilizzo di questi sistemi in maniera rapida", ha detto il ministro Maurizio Sacconi spiegando che "l’obiettivo principale era proprio quello di dare un’incentivazione, possibilmente immediata, riferita a certi beni, le cui vendite risultano a rilento o addirittura registrano un calo". "Solo così possiamo ottenere una risposta veloce e quindi subito concreta per il mercato. Una volta esauriti questi incentivi verificheremo la possibilità di riproporli e magari anche di allargarli ad altri settori". "Una delle prerogative di questi incentivi - ha concluso Sacconi - è legata alla difesa dell’ambiente e quindi a prodotti a basso impatto ambientale".