Fini: «Io super partes» Ma al battesimo del Pdl sarà di nuovo in campo

RomaNon prende parte alla vita di partito, almeno fino a quanto sarà presidente della Camera. Ma non resta fuori dalla politica. E anche il silenzio sul Popolo della libertà è solo temporaneo. Per sapere cosa pensa Gianfranco Fini del centrodestra e del suo futuro bisognerà aspettare le prossime due tappe politiche relative alla fondazione del Pdl. Lo ha chiarito lui stesso nel corso di una videochat con la Camera dei deputati. L’annuncio è legato agli ultimi fatti: la vittoria di Ugo Cappellacci in Sardegna, le prese di posizione dello stesso Fini, non in linea con il Pdl. Sul voto sardo e anche sulle primarie fiorentine del Pd prevale il profilo istituzionale. «Occorre sempre rispettare la volontà degli elettori. È un fuor d’opera sostenere che la scelta di volti nuovi può andare a discapito dell’esperienza, perché si sono pronunciati gli unici che hanno l’ultima parola, quelli che sono andati a votare».
Sugli equilibri nel centrodestra e sulla leadership quella di Fini è una sospensione del giudizio. Un Pdl troppo identificato con il suo leader Silvio Berlusconi? «Non è questa la sede per poter rispondere. Lo farò nelle sedi adatte, per esempio il congresso di Alleanza nazionale e quello di fondazione del Pdl», ha chiarito il fondatore di An. Adesso «ho il dovere di essere il garante di una istituzione. Così come mi sono dimesso dalla presidenza di Alleanza nazionale, ho il dovere di non avere ruoli di partito».
Per il momento resta fuori dalle vicende del Pdl, ma non dalla politica, nemmeno quando si tratta di prendere posizione sui temi più scomodi. Sulle ronde, ad esempio. «Se si pensa a cittadini che escono e si armano con bastoni o altri tipi di armi e girano in cerca di delinquenti, siamo in presenza di una situazione non solo illegale ma da condannare. Se invece sono cittadini che denunciano episodi criminali alle forze dell’ordine, si tratta di un comportamento condivisibile». Precisazione che gli è valsa il plauso di Roberto Cota della Lega. La norma che consente ai medici di segnalare gli immigrati clandestini? Un tema sul quale c’è stata «polemica eccessiva». «È già inserita in altri ordinamenti, come quello tedesco».
Accantonate, le polemiche nel Pdl. Nel centrodestra si comincia a rivolgere lo sguardo verso i centristi dell’Udc e al ruolo che hanno avuto nella vittoria sarda del centrodestra. «Quando l’Udc si allea con noi, va molto bene. Probabilmente possono avere raccolto voti in fuga dalla sinistra», ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Anche per Fabrizio Cicchitto il centrodestra ha vinto anche grazie all’apporto dell’Udc che però dovrebbe riflettere su quanto ha pesato sul suo risultato la scelta di campo. Il leader Udc per il momento non si sbilancia. Una cosa è certa. Per Pier Ferdinando Casini non è stata la scelta a fianco del Pdl ad essere determinante: «La nostra linea viene premiata, ieri in Trentino, in Abruzzo, oggi in Sardegna».