Fini lancia il suo partito, ma ha paura del voto Già complotta per rovesciare governo e premier

Fini lancia il nuovo soggetto politico: Niente colonnelli e soldati, non ripetiamo gli errori del passato&quot;. Poi <strong><a href="/interni/carfagna_liquida_bocchino_scornato/06-10-2010/articolo-id=478152-page=0-comments=1">lancia il primo siluro</a></strong>: accelerare sulla nuova legge elettorale alleandosi con Casini e Bersani<br />

Roma - È il giorno di Futuro e libertà, la nuova formazione politica di Gianfranco Fini che oggi diventa partito. Il presidente della Camera è andato nella sede della fondazione Farefuturo per incontrare i gruppi parlamentari di Camera, Senato e parlamento europeo chiamati a lanciare la nuova creatura. Che Fini, però, non vuol chiamare partito:  "Sarà un movimento di opinione organizzato". La riunione di oggi "serve ad avviare un percorso per la nascita del soggetto di Fli, oggi viene concepito e poi nascerà più avanti. Non avviare questo tipo di percorso significherebbe restare in mezzo al guado - ha proseguito Fini - anche perché dal territorio molta gente ci chiede di aderire".

Governo avanti ma pronti a elezioni "Non sappiamo cosa c’è dietro l’angolo. Io auspico che il governo arrivi a fine legislatura, ma dobbiamo tenerci pronti ad eventuali sorprese". È quanto ha detto Fini, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, nel corso della riunione.

Non voglio An in piccolo ma Pdl in grande Futuro e libertà per l’Italia non dovrà essere un partito pesante, strutturato ma un movimento di opinione, e soprattutto "non dovrà essere percorso da gelosie, personalismi perchè siamo tutti sulla stessa barca". Fini avrebbe esplicitamente affermato che il suo progetto "non è di realizzare una Alleanza nazionale in piccolo ma un Pdl in grande". Il presidente della Camera ha inoltre sottolineato al necessità, in vista degli appuntamenti futuri del movimento, di non parlare delle singole associazioni che lo compongono ma di fare riferimento sempre e solo a Fli: "Non può più essere un appuntamento di Generazione Italia, da oggi si parla solo di Fli e quello di Perugia sarà il primo incontro dei soggetti che costituiranno Fli". 

Serve unità, niente colonnelli "Non voglio più commettere gli errori che ho fatto con Alleanza nazionale - continua Fini -. Se partiamo con la logica dei colonnelli e dei soldati, rischiamo di replicare quegli errori". "Quella di oggi - chiarisce il presidente della Camera - è una riunione tra le più importanti per avviare il percorso di un partito che viene concepito oggi ma nascerà più avanti. Il comitato promotore siete tutti voi. Però d’ora in poi parliamo di politica: non voglio più gelosie e personalismi, niente falchi e colombe. La barca è di tutti e tutti dobbiamo remare nella stessa direzione". 

Bondi: tutto prevedibile da tempo "È risaputo che Fini non sia mai stato particolarmente entusiasta della nascita del Pdl. Ma dopo la sua designazione a presidente della Camera è cresciuto con tutta evidenza il suo disagio per avere scelto un ruolo istituzionale e per non essere più a capo di un proprio partito. La formazione dell’ennesimo partito è perciò una conclusione prevedibile da tempo". Questo il commento del coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, all'ufficializzazione dello "strappo" consumato da Fini.

Viespoli: inizia un percorso "Nasce un nuovo partito? No, per ora è l’avvio di un percorso", dichiara il presidente dei senatori di Futuro e libertà per l’Italia, Pasquale Viespoli. Che aggiunge: "In questa fase abbiamo bisogno più di opinione che di organizzazione, nel senso che dobbiamo far conoscere le nostre idee. Poi, certamente, si tratterà di organizzarsi con un modello ’a retè aperto a soggetti diversi e ad un arcipelago di associazioni. Per fare un partito ci vuole ben altro che un comitato di coordinamento".

Della Vedova "Oggi non nasce un partito ma inizia un percorso che non si fermerà più finché Fli non sarà un partito. Ma non abbiamo fretta", dice Benedetto Della Vedova. "Vogliamo dare vita in Italia alla prospettiva di un centrodestra meno ideologico ed intrusivo, più europeo, liberale, moderato che su politiche come l’immigrazione e la sicurezza non dia le chiavi in mano alla Lega, come spesso ha fatto il Pdl". Quanto all’ipotesi che Fli appoggi una nuova legge elettorale insieme all’opposizione, Della Vedova sostiene che "la maggioranza dovrebbe formulare una sua proposta per colmare il vuoto fra eletti ed elettori che si è di fatto creato, invece di mettere la testa sotto la sabbia".  

Pontone non va alla riunione Il senatore Francesco Pontone non ha partecipato alla riunione. È lui stesso a confermarlo, contattato telefonicamente. A chi gli chiede se questo comporterà un suo addio al gruppo di Fli al Senato, Pontone risponde: "Non comporta nulla, sono e resto del gruppo di Fli al Senato".

Leadership e alleanze "La leadership di Fini e Futuro e libertà nascono come un tentativo di contendere la leadership della destra a Berlusconi". Lo ha detto la politologa Sofia Ventura ai microfoni di SkyTg 24. "È chiaro che in questa fase estremamente difficile aprire ad alleanze verso il centro e verso il centrosinistra compromette questo obiettivo". D’altro canto esponenti di Fli come Italo Bocchino non escludono l’eventualità della formazione di un nuovo governo fondato su una maggioranza comprendente le forze di opposiuzione con l’obiettivo di modificare la legge elettorale.

Campi: partito berlusconiano "Come dovrà essere il partito di Fini? Berlusconiano!". E' la battuta che ha fatto il direttore scientifico della fondazione Farefuturo, Alessandro Campi. Intervistato dalla Stampa sostiene che "Fli non dovrà essere percepito come una piccola An". In caso di elezioni anticipate a marzo, per Campi "c’è la scommessa di andare da soli, oppure cercare un’intesa con le forze centriste, Casini, Rutelli e altri".

Bondi: conclusione prevedibile "È risaputo che Fini non è mai stato particolarmente entusiasta della nascita del Pdl. Ma dopo la sua designazione a presidente della Camera è cresciuto con tutta evidenza il suo disagio per avere scelto un ruolo istituzionale e per non essere più a capo di un proprio partito. La formazione dell’ennesimo partito è perciò una conclusione prevedibile da tempo", commenta il coordinatore del Pdl e ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.