Fini lasci la presidenza della Camera, anzi no L'ultima crepa di Fli? Il balletto di Granata

Non bastano le critiche della base e i dissidi interni tra falchi e colombe. Ora nel Fli regnano incoerenza e contraddizioni. Ieri Granata: Se Fini si dimette accelera la caduta del premier. Oggi Granata: Fini non può dimettersi adesso, sono giorni decisivi per il futuro dell'Italia

Non basta la vacuità politica del partito, non bastano i malumori della base che chiede le dimissioni di Fini, non bastano le beghe interne tra falchi e colombe e non basta nemmeno l'inconsistenza in termini elettorali di Fli. Al peggio non c'è mai fine. E allora, ad aggravare la condizione da stato terminale di Futuro e Libertà ci pensano le contraddizioni, i dietrofront e le smentite. Protagonista in assoluto delle ultime 24 ore è il falco Fabio Granata, che ha rubato la scena persino al suo leader. Prima ha smentito le teorie complottiste e dietrologiche di Bocchino, il quale vedeva la mano del premier dietro le foto e gli incontri con Sabina Began. Teorie bollate da Granata così: "Fantapolitica. La verità è che Bocchino è stato un ingenuo".

Oggi invece, Granata ha detto praticamente tutto il contrario di quello che aveva proferito ieri in merito al rapporto Fini-Berlusconi. Infatti se fino a 24 ore fa il falco siciliano in un'intervista al settimanale A si dichiarava convinto che "le dimissioni di Fini dalla presidenza della Camera accelerino la caduta di Berlusconi", oggi Granata smentisce se stesso in un'intervista a Qn. Contrordine compagni, come non detto. Anzi. "Fini non può dimettersi ora, sono giorni difficili per il Paese".

Insomma, per il falco la carica che ricopre il leader del suo partito è talmente importante e fondamentale che eventuali dimissioni potrebbero minare la stabilità del Paese. "Fini poteva accarezzare la folla e decidere di fare solo il leader politico, invece ha prevalso il senso di responsabilità. Ci aspetta una settimana decisiva per il nostro futuro nell’Europa. Gianfranco ha incarnato assai bene lo spirito del nostro partito: a Futuro e libertà anteponiamo gli interessi dell’Italia". Alla fine dei conti il discorso del deputato di Fli non fa una piega e assegna al presidente della Camera caratteristiche da vero statista. Per Granata, pare di capire che se Fini non si è dimesso è solo perché ha troppo a cuore gli interessi dell'Italia. Ma siamo sicuri che invece non lo faccia perché il rischio di scomparire del tutto dalla scena politica è alto e lasciare vuoto lo scranno di presidente della Camera non farebbe altro che aumentare in maniera vertiginosa questo rischio?

D'altronde lo stesso Granata ha ammesso che "è fuor di dubbio che, superata la fase dell’emergenza, si ponga il problema della posizione di Fini. È chiaro che deve rafforzare la sua immagine di politico di riferimento che, per primo, ha capito la deriva a cui andava incontro il Pdl". Insomma, temporeggiare è la scelta migliore. Per Granata. Perché invece, come abbiamo già evidenziato in precedenza, 9 militanti Fli su 10 di temporeggiare non ne vogliono sapere. Anzi vogliono che si prenda subito una decisione e chiedono a gran voce le dimissioni da presidente della Camera di Fini. 9 militanti su 10. Una percentuale elevatissima di cui Fini non terrà sicuramente conto. Naturalmente per il bene dell'Italia...