Fini: "Leggi razziali? Una pagina vergognosa"

Il presidente di Montecitorio al discorso di apertura del convegno <em>Religioni per la pace</em>: &quot;Questa Camera si rese protagonista di una delle pagine più vergognose della storia
italiana con l’emanazione delle leggi razziali nel 1938&quot;

Roma - Le leggi razziali continuano ad animare il dibattito politico. Ancora una volta Gianfranco Fini ribadisce la condanna. Emanate dal Parlamento italiano nel 1938, sono "una delle pagine più vergognose della storia italiana". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini in uno dei passaggi del suo discorso di apertura del convegno, nella sala della Lupa a Montecitorio, sul tema "Religioni per la pace".

Le accuse di Fini L’approvazione delle leggi razziali, proprio settantanni fa, "in questa Camera è stata una delle pagine più vergognose della storia del popolo italiano". Questa data perciò, ha sottolineato Fini, deve costituire "un memento di cui essere coscienti", specie in una fase storica come l’attuale in cui "assistiamo sgomenti a una recrudescenza di episodi di violenza e purtroppo al verificarsi, nel nostro come in altri paesi europei, di manifestazioni di razzismo, antisemitismo, islamofobia. È dovere delle istituzioni impedire che tali fenomeni si diffondano, curando le patologie collettive da cui scaturiscono e queste malattie sono innanzitutto l’ignoranza e il degrado sociale. Ma c’è più in profondità una grande malattia che si chiama paura. Paura del diverso e insicurezza diffusa sono espressioni tipiche delle società in crisi di coesione e di prospettive". Una paura, ha concluso Fini, che va battuta ricostruendo la "fiducia sociale" e vincendo "una grande sfida culturale" per definire una nuova "identità collettiva", alla quale i rappresentanti delle comunità religiose possono offrire un contributo prezioso e decisivo. 

La visita di Napolitano Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, su invito del Presidente dello Stato d’Israele, Shimon Peres, effettuerà una visita di Stato in Israele dal 25 al 27 novembre 2008, accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini.