Fini: linea dura sulla droga. I Ds: eroina di Stato

Ex Cirielli: sarà modificata per evitare il carcere ai tossicomani

Francesca Angeli

da Roma

Tolleranza zero contro riduzione del danno. Equiparazione tra droghe pesanti e leggere (hashish e cocaina sono considerate ugualmente pericolose) contrapposta alla somministrazione controllata dell’eroina da parte delle strutture statali. Insomma, con una distinzione necessariamente approssimativa, «proibizionisti» contro «antiproibizionisti». Quelli che «la droga non è un diritto» si fronteggiano con quelli che «il consumo personale non è perseguibile». Dalla Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze che si tiene a Palermo Gianfranco Fini mette in chiaro che non intende rinunciare alla riforma della normativa sugli stupefacenti. Dalla controconferenza che si tiene a Roma l’ex ministro del Welfare, Livia Turco, propone la somministrazione controllata di eroina ai tossicodipendenti. Due posizioni inconciliabili.
I tempi sono stretti ma il ministro degli Esteri ritiene l’approvazione del ddl sulle droghe prima della fine della legislatura «un dovere morale». Dunque il governo è pronto a ricorrere alla fiducia per affrettare il via libera. E non solo. Il governo è pronto anche a modificare un’altra legge appena approvata, la ex Cirielli, visto che è in conflitto con il ddl Fini.
«Se necessario chiederemo alle forze di governo il voto di fiducia per far approvare il ddl entro la fine della legislatura - dice il vicepremier -. È certo che tra la legge ex Cirielli e il ddl sulle tossicodipendenze c’è una contraddizione. Ma noi interverremo e modificheremo certamente la ex Cirielli e non il ddl».
Il controcanto arriva da Roma dove si svolge una conferenza parallela sulle droghe organizzata da associazioni e operatori del settore contrari alla linea dura governativa, conferenza alla quale hanno aderito molti rappresentanti del centrosinistra. Ed è da qui che la responsabile del Welfare per i ds, Livia Turco, rilancia la filosofia della riduzione del danno. La Turco propone anche quello che definisce «un salto di qualità» ovvero «prevedere anche in Italia come è stato fatto in altri Paesi europei, la sperimentazione di somministrazione controllata di eroina».
Esperimenti di somministrazione controllata di eroina sono stati fatti ad esempio in Germania ma la prima è stata la Svizzera che ha iniziato circa 11 anni fa. Va sottolineato che lo scopo prioritario della distribuzione gratuita di eroina ai tossicodipendenti da parte del governo svizzero era quello di ridurre il fenomeno dei piccoli e grandi crimini conseguenti al consumo di droga. E da questo punto di vista sono stati ottenuti risultati concreti. Diverso il discorso per quanto riguarda la guarigione dei tossicomani dalla dipendenza, limitata a una minoranza di casi. Ma la Turco è convinta che contro la droga occorra seguire «la via sociale alternativa alla strada delineata da Fini».
E qual è la via indicata da Fini? È quella di un «no» integrale alle droghe ma, assicura il vicepremier, non si tratta di «una legge repressiva se non nei confronti dello spaccio». Insomma, dice Fini, «non si mette in galera chi fuma uno spinello ma si tende a educare e prevenire, a potenziare tutte le strutture di recupero per i tossicodipendenti». Fini ritiene che si stia facendo molta «propaganda» contro questo ddl dicendosi dispiaciuto del fatto che molti non abbiano voluto il confronto con il governo agendo però «in malafede».
Tocca poi ad Andrea Muccioli, figlio di Vincenzo e presidente della Comunità di San Patrignano, far notare al governo le contraddizioni del ddl Fini con la ex Cirielli. «Come si può approvare - chiede Muccioli - una legge che estende la possibilità di usufruire dei benefici alternativi al carcere per condanne fino a sei anni e approvarne un’altra, la ex Cirielli, che impedisce di fatto a ogni tossicodipendente che abbia commesso più di un reato connesso alla sua condizione, la concessione degli arresti domiciliari o dell’affidamento in prova in comunità?». In sostanza, osserva Muccioli, «un tossicodipendente una volta in galera non potrà più uscire».
Contraddizione che Fini riconosce. «C’è una norma che punisce i recidivi senza tenere conto che molti sono ex tossicodipendenti - osserva il ministro -. Invece nello stralcio al ddl, a riprova che non è certamente una norma che porta in galera i tossicodipendenti, c’è la previsione di uscire dal carcere per seguire percorsi di recupero. Quindi modificheremo la ex Cirielli per uniformarla al testo della legge».