Fini: "L'Italia sia patria per chi viene da lontano" Ma Bossi frena: "No a cittadinanza automatica"

Fini invita le istituzioni a impegnarsi affinché "chi viene da lontano possa sentire l’Italia come patria". E avverte: "Ingiusto e sbagliato chiedere a questi nuovi italiani di
identificarsi con la nostra storia". Ma la Lega esplode. Bossi: "Patria vuol dire il
posto dove sono nati i tuoi padri"

Roma - L’impegno delle istituzioni deve essere quello di "far sentire l’Italia come patria anche a coloro che vengono da Paesi lontani". Coloro "che sono già o aspirano a diventare cittadini italiani". Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un intervento che apparirà sul prossimo numero del mensile Formiche. "Mi ritorna in mente una frase di Moretti: 'Dì qualcosa di sinistra'. Fini dica qualcosa di destra", ha subito replicato Roberto Calderoli, il ministro per la Semplificazione amministrativa - entrando nel merito sottolineo che la nostra Costituzione si rivolge ai cittadini e quindi ai soggetti che hanno la cittadinanza".

La posizione delle istituzioni "Non si può chiedere a questi nuovi italiani - scrive Fini - di identificarsi totalmente con la nostra storia e con i nostri costumi". Secondo il presidente della Camera, "sarebbe ingiusto e sbagliato pretendere di assimilarli nella nostra cultura. Per loro la Patria non potrà mai essere la terra dei padri. Però si può e si deve chiedere loro di partecipare attivamente e lealmente alla vita collettiva, di fare propri i valori della Repubblica, di condividere gli obiettivi di fondo della nostra società e di contribuire alla loro realizzazione". "Si può e si deve suscitare - conclude il presidente di Montecitorio - passione civile e patriottismo nei nuovi italiani anche promuovendo la conoscenza, non solo della nostra lingua e delle nostre leggi ma anche della nostra storia, specie quella politico- costituzionale più recente".

La replica di Bossi "Patria vuol dire il posto dove sono nati i tuoi padri, dove riposa la tua tradizione. Quindi non è pensabile che uno fa la domanda e automaticamente gli si dà la cittadinanza", ha subito replicato il ministro delle Riforme, Umberto Bossi. parlando a un comizio a Domegge di Cadore, nel Bellunese. Il Senatùr ha vantato i successi della Lega nei confronti dell’immigrazione clandestina: "Ora non ci sono più gli sbarchi di clandestini. Questo sembra impossibile li abbiamo fermati grazie a un uomo che è stato capace di arrestarli: Maroni Roberto, l’ho allevato io". La cittadinanza italiana "automatica a chi ne fa domanda", secondo Bossi "non avverrà. Anche se qualcuno proprio in questi giorni si è lasciato andare a dichiarazioni di senso opposto".