Fini: "Meglio andare al referendum che fare una brutta legge elettorale"

Il leader di An: "Se si vota il centrosinistra palazzo Chigi non lo vede più neanche col binocolo. Ma se il governo resta a galla dobbiamo confrontarci su tutto"

Catania - "Chi pensa che An pur di non fare il referendum sottoscriverà una qualsiasi legge elettorale, so lo scorda". Lo ha detto a Catania il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini. Parlando della possibilità che il governo Prodi resti "a galla" il leader di An ha sottolineato che "il referendum non è una via eversiva". Secondo Fini, comunque, è auspicabile un ritorno all’uninominale "con 2-3 candidati in un collegio piccolo, le preferenze rimangono un rischio e non sono la panacea".

"La maggioranza ha il terrore di tornare al voto" "L’unico comune denominatore nella magioranza è il terrore di andare a votar. Perché se si torna alle urne il centrosinistra palazzo Chigi non lo vede più neanche col binocolo - ha ribadito Fini -. Se il governo cade credo che la via maestra sia quella delle elezioni, non vedo le condizioni per governi tecnici di decantazione, perché sarebbe una ulteriore decomposizione del sistema". Il leader di An ha poi analizzato anche l’ipotesi che, invece, il governo Prodi resti in carica. "Se il governo non cade - ha detto - e resta a galla, abbiamo il dovere di confrontarci in tutto, anche sulle questioni collegate alla legge elettorale e alle riforme istituzionali".

"Se non mettono la fiducia faremo pochi emendamenti" "Se non sarà posta la fiducia su Finanziaria e Welfare, come auspicato anche dal presidente Napolitano, Alleanza nazionale presenterà pochi, qualificati e mirati emendamenti" ed auspica che "gli altri amici della Cdl facciano la stessa cosa". Fini ha spiegato che questo servirà a "togliere al governo l’alibi dell’ostruzionismo per fare ricorso alla fiducia".