Fini: "Mussolini statista? Non la penso più così"

Mussolini è il più grande statista della storia? &quot;Non la penso più così, altrimenti sarei schizofrenico&quot;, dice il presidente della Camera. Oggi Fini incontrerà il Cavaliere in vista del congresso di unificazione del Pdl nel fine settimana. <strong><a href="/a.pic1?ID=339031">&quot;Per me parla ciò che ho fatto negli ultimi anni&quot;</a></strong>

Roma - Per anni è stato accusato di essere il leader di un partito che non aveva mai fatto i conti con la storia. Al di là delle origini del Movimento sociale su Gianfranco Fini pesavano alcuni giudizi positivi espressi dal leader di An nei confronti di Benito Mussolini. "E' stato il più grande statista del Novecento", disse in un paio di occasioni. Oggi il giudizio di Fini è radicalmente cambiato. "La risposta è in quello che ho fatto negli ultimi 15 anni", dice il presidente della Camera in una conferenza stampa all’Associazione stampa estera. A chi gli domanda se pensa ancora che Mussolini sia il più grande statista del ’900 l’ex leader di An risponde: "No, non sono dello stesso parere, altrimenti sarei schizofrenico".

La frase "incriminata" In un paio di occasioni, prima della svolta di Fiuggi, Fini aveva espresso il proprio apprezzamento per il Duce. "Mussolini è stato il più grande statista nel secolo. E se vivesse oggi, garantirebbe la libertà degli italiani" (30 settembre 1992). "Mussolini è stato il più grande statista del secolo... Ci sono fasi in cui la libertà non è tra i valori preminenti" (giugno 1994). 

"Il successo di Berlusconi? E' la democrazia" "Il successo di Berlusconi lo spiego nel modo più semplice: raccoglie il consenso elettorale e quindi interpreta il sentimento della maggioranza degli italiani. So anche io che tanti continuano a chiedersi come fa - ha aggiunto Fini -. È la democrazia". 

Gli eletti nei banchi del Ppe "Il Pdl ha una leadership riconosciuta e molto forte che è quella di Berlusconi. An e Fi hanno avuto un’alleanza durata 15 anni e individuato i valori comuni nei valori del Ppe. Nel Pd ancora non è chiaro dove farà sedere i suoi deputati al Parlamento di Strasburgo. A Strasburgo non ci sono terze vie o sfumature. Il problema dei valori il centrodestra non ce l’ha ed è la ragione per cui tutti gli eletti del centrodestra siederanno tra i banchi del Ppe".

Partito plurale "Un partito plurale come sarà il Pdl - sottolinea ancora il presidente della Camera - deve avere una griglia di valori condivisa, altrimenti diventa la storia di Babele". Sarebbe una "miopia gravissima -avverte Fini- guardare ai problemi organizzativi del Pdl, che pure ci saranno. Preferisco guardare alla grande opportunità".