Fini: "No al governicchio, ma il Pdl non è più in agenda"

Il leader di An sottolinea "che l’unico sbocco possibile per la crisi di
Governo è il ritorno al voto con questa legge elettorale. Alle urne Cdl unita con Berlusconi candidato premier"

Roma - Dopo la crisi di governo, il Partito delle Libertà non è più nell’agenda politica del centrodestra. Lo ha detto il leader di An, Gianfranco Fini, nel corso della registrazione della trasmissione Matrix. Rispondendo ad una domanda di Enrico Mentana Fini ha spiegato: "Ma le pare che io e Berlusconi siamo due ingenui e che in questo momento ci mettiamo a discutere di ciò che non è più nell’agenda politica, come ad esempio il Pdl, la legge elettorale o le prospettive di governo? Noi - ha sottolineato l’ex ministro degli Esteri - abbiamo il dovere di essere uniti per rispondere non solo agli elettori di centrodestra, ma alle esigenze del Paese di tutti gli italiani".

"No a governi tecnici" "Non ci sono le condizioni per un governo tecnico-istituzionale". Lo ribadisce durante la trasmissione "Panorama del giorno" il leader di An sottolineando che l’unico sbocco possibile per la crisi di Governo è il ritorno al voto "con questa legge elettorale". Quanto all’ipotesi prospettata da alcuni quotidiani di un Governo guidato da Gianni Letta, Fini aggiunge: "Ho passato ieri due ore con Letta e Berlusconi, abbiamo ascoltato il discorso di Prodi e quando ho letto il giornale oggi mi sono fatto una gran risata".

"Presentare un programma di poche cose fattibili" Fini si dice "cauto", ma resta fermamente convinto che, "se non si dovesse andare alle urne", il paese rischierebbe di invischiarsi in "una situazione ancora più grave di quella in cui si trova". "Se si va a votare, come mi auspico, e con questa legge, dobbiamo presentare un programma di poche cose fattibili", continua il leader di An dicendosi "ottimista" dal momento che, "anche se abbiamo litigato e ci siamo divisi, abbiamo governato per cinque anni grazie a un’omegeneità politica e di valori".

"Confido nella coerenza dell'Udc" Il presidente di An confida nella coerenza dell’Udc e auspica che faccia parte della coalizioone di centro destra che si presenterà alle elezioni: "Casini è coerente e credo che se si torna a votare contribuirà alla stesura del programma e farà parte della coalizione". Fra le priorità del possibile programma del centro destra, Fini mette la sicurezza e poi lancia una proposta "di cui ho già discusso ieri con Berlusconi: credo sia opportuno fare in modo che i partiti facciano due passi indietro nella gestione della cosa pubblica". "Non devono più essere dentro - conclude - la gestione stessa con le nomine per le Asl, le Comunità montane o quant’altro".

"Serve destra che guardi al futuro" "Confido nel responso delle urne. Penso che gli elettori abbiano ben chiaro che in Italia c’è bisogno di destra, ma di una destra che guarda al futuro". Il presidente di An non teme che La Destra di Francesco Storace sottragga consensi al suo partito alle prossime elezioni. Anzi, ospite di Matrix osserva: "Sono convinto che An prenderà più voti dell’ultima volta". "An - aggiunge Fini - può avere tanti difetti ma ha dimostrato chiaramente di essere rivolta al domani e di non essere legata alle nostalgie di ieri". Alla domanda se Storace si alleerà con Fi e An alle prossime elezioni, Fini dice:"Se sottoscrive il programma può farlo. Questo vale anche per Mastella".