Fini: "No al governo tecnico, si vada al voto"

Il leader di An: "La governabilità sarà garantita dal risultato del voto. Questa legge
elettorale non è sicuramente la migliore al mondo, ma il problema vero
è dare al Paese un governo che si ritrovi su valori condivisi"

Palermo - "Non si fa un governo per fare una legge elettorale. Un governo tecnico-istituzionale dovrebbe essere appoggiato tanto dal centrodestra quanto dal centrosinistra, ma c'é troppa differenza di valori. Come si possono trovare punti di convergenza?". Lo ha detto il presidente di An, Gianfranco Fini, intervenendo alla conferenza programmatica regionale del suo partito in Sicilia. "Si stacchi la spina - ha aggiunto - e si vada al voto. E comunque la legge elettorale misura il consenso e con questa ed altre leggi elettorali il consenso del paese è chiaramente orientato per il centrodestra".

"La governabilità sarà garantita dal risultato del voto. Questa legge elettorale non è sicuramente la migliore al mondo, ma il problema vero è dare al Paese un governo che si ritrovi su valori condivisi", ha aggiunto Fini. "Nel '96 - ha ricordato - si voto' col maggioritario e nel '98 il governo Prodi cadde perche' la sua colazione metteva insieme il diavolo e l'acquasanta: i nostalgici della monarchia sabauda e quelli della rivoluzione d'ottobre". "Nel 2006 - ha continuato - abbiamo votato con una legge proporzionale e la colazione del centrosinistra è rimasta un caravanserraglio. In questo caso è uscita la componente moderata, nel '98 lascio' la frangia di sinistra. Il risultato, però, è lo stesso: Prodi è caduto". "Il centrodestra - ha concluso - ha un'unità sostanziale molto più diffusa. Per questo abbiamo governato 5 anni".