Fini non molla la carica e replica alla Lega: "Inammissibile il dibattito sulle mie dimissioni"

Il presidente della Camera risponde al Carroccio, <strong><a href="/interni/il_pacco_dono_leghista_dimissioni_fini_non_e_piu_imparziale/23-12-2010/articolo-id=495450-page=0-comments=1">che aveva chiesto di aprire un dibattito</a></strong>, a Montecitorio, per valutare l'imparzialità del suo operato: &quot;E' inammissibile,
ne deriverebbe un condizionamento nello
svolgimento dei compiti attribuiti al presidente d’assemblea, con
conseguente inevitabile affievolimento del suo ruolo di terzietà&quot;

Roma - Dopo la dura presa di posizione della Lega, che ha chiesto ufficialmente di aprire un dibattito, a Montecitorio, sulla condotta - e l'imparzialità - di Gianfranco Fini come presidente della Camera, arriva la replica del diretto interessato. Il dibattito chiesto dalla Lega "è inammissibile" perché "è evidente come da ciò deriverebbe un condizionamento nello svolgimento dei compiti attribuiti al presidente d’assemblea, con conseguente inevitabile affievolimento del suo ruolo di terzietà". Così Fini risponde alla lettera che ieri gli aveva inviato il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni.

Modifiche Costituzione e regolamenti "Alla luce di quanto sopra illustrato - continua Fini - non ritengo di poter derogare a tali consolidati principi, anche nella considerazione che essi sono posti a garanzia - non già di chi pro tempore ricopre la carica- ma dell’istituzione nel suo complesso e del ruolo che, in tale ambito, è chiamato ad assolvere il presidente". "Peraltro - continua Fini - ove si intenda promuovere un dibattito in termini generali sul ruolo e sulle funzioni del presidente di assemblea parlamentare nel nostro ordinamento, anche al fine di intervenire sui richiamati principi di ordine costituzionale e regolamentare, ciò può senz’altro aver luogo, attivando gli specifici strumenti previsti a tale scopo: in particolare, attraverso la presentazione di apposite iniziative di riforma costituzionale o di modifica al regolamento, il cui esame è rimesso alle sedi competenti. Per tutte queste considerazioni - conclude il presidente della Camera - non posso accedere alla sua richiesta".