Fini: "Non sarà pareggio, riprenderemo il cammino interrotto"

Se anche i programmi di Pdl e Pd "si assomigliano", "i valori di
riferimento sono diversi". Gianfranco Fini indica ai militanti di An Walter Veltroni come "l'Houdini della
politica italiana". Un politico che "come l'illusionista
francese vuol far sparire, magari nascondendolo nel pullman, quello che
è il risultato di due anni di governo" di centrosinistra

Verona - Se anche i programmi di Pdl e Pd "si assomigliano", "i valori di riferimento sono diversi". Gianfranco Fini, dal palco della Fiera di Verona, indica ai militanti di An Walter Veltroni come "l'Houdini della politica italiana". Un politico che, secondo Fini, "come l'illusionista francese vuol far sparire, magari nascondendolo nel pullman, quello che è il risultato di due anni di governo" di centrosinistra.

"Finalmente - sottolinea Fini - anche Veltroni ha capito che fra capitale e lavoro ci deve essere concordia e non lotta di classe. Evidentemente il tempo è galantuomo e si incarica di far aprire gli occhi a chi certe cose prima non le vedeva". Il leader di An non manca di ironizzare sulle liberalizzazioni del ministro Bersani: "Non si deve partire dai taxi o dai farmaci da banco. Le liberalizzazioni che si devono fare sono quelle di alcune municipalizzate" che gestiscono luce, gas e acqua. Fini guarda al futuro e ribadisce di essere "ottimista sull'esito della campagna elettorale". "Gli italiani - avverte - non sono fessi e sanno bene che non ha senso votare chi in qualche modo non governerà mai". E' sicuro il presidente di An che nel Pdl "non ci saranno frammentazioni. Avremo una maggioranza solida alla Camera e al Senato". "Questa - profetizza - è una partita che non finisce in pareggio ma con una squadra che vince e l'altra che si deve riposare nel pullman, con il quale farà un altro giro per l'Italia. Un giorno c'é la bicicletta di Prodi un altro giorno il pullman di Veltroni: la verità è che sia la bicicletta che il pullman conoscono solo la retromarcia; con loro si torna indietro".

Con le prossime elezioni, annuncia Fini, il Pdl "riprenderà il cammino che è stato interrotto" con una "strategia di rinnovamento". Questo avverrà su vari settori: energia, sicurezza, giovani, caro-vita, giustizia ("chi sbaglia deve pagare"), "primato della politica". Una politica che, spiega, si deve occupare dell'indirizzo e non della gestione; deve "uscire dai consigli di amministrazione" e quindi dalle nomine dei vertici delle Asl e di tanti altri ambienti. Sul tema dell'immigrazione Fini sottolinea che "é una ricchezza soltanto se è ordinata, se finalizzata all'integrazione. L'immigrato non ha soltanto il diritto di lavorare ma il dovere di rispettare le nostre regole. La sinistra pensa che per diventare cittadino siano indispensabili regole formali". Per Fini invece "cittadino è chi si riconosce nei valori profondi nella società in cui opera. Diventare italiani vuol dire sentire l'Italia come la seconda patria: quindi non solo il rispetto delle regole formali, che è essenziale".