A Fini resta solo una Camera

Una pallottola e un volantino che annuncia lotta armata con la stella a cinque punte, quella delle Br. Il tutto in una busta consegnata ieri a noi del Giornale. Siamo abituati a ricevere minacce da pazzi e mitomani, ma questa volta c'è qualche cosa di più. Non tutti i pazzi hanno la possibilità di reperire facilmente quel tipo di munizione, non tutti i cretini condensano in poche righe un teorema politico per addetti ai lavori: attenti a voi e a Berlusconi salvato in passato da D'Alema che fece il bunga bunga con la classe operaia. Firmato: Br, nucleo Galesi.
Io non so se si tratti di veri brigatisti già organizzati. In queste ore stanno cercando di capirlo gli addetti ai lavori. Ma già da ora è certo che non siamo davanti a gente qualsiasi, sicuramente innocua. La violenza dell'attacco a Berlusconi da parte della magistratura e della stampa è tale da non escludere che chi non si allinea possa diventare nemico da colpire anche fisicamente.
Per tornare a sognare di abbattere lo Stato le nuove Br hanno bisogno di sentire nell’aria di non essere soli nell’impresa. Quarant’anni fa fu il vento della protesta giovanile del '68, oggi è quello che spira dalle procure. Del resto, sui giornali di sinistra e nelle loro adunate, illustri costituzionalisti di sinistra hanno teorizzato che Berlusconi e i suoi vanno rimossi «a ogni costo». Quell’«ogni» è decisivo, include di tutto, la forza e la violenza comprese. Si parte da Ruby, una ragazza molto intraprendente che non ha mai sostenuto di aver fatto sesso col presidente e alla quale lo stesso ha finanziato l’apertura di un centro estetico. La realtà dei fatti appare da subito come l’opposto del teorema accusatorio (Berlusconi aiuta, non sfrutta una giovane), ma nasce lo stesso un’operazione di spionaggio con lo scopo non di accertare reati ma di devastare l’immagine del premier, del centrodestra e del Paese tutto.
È cosa è questo se non terrorismo? Per ribaltare l’ordine costituito e democraticamente legittimato non serve per forza nascondersi dietro la stella a cinque punte. Soprattutto se si cerca di fare leva su una parte dell’opinione pubblica abbagliandola con l’autorevolezza del proprio ruolo e dei mezzi di informazione usati nell’impresa. Quella in corso è una manovra subdola e pericolosa, non meno di quanto lo sia la busta con il proiettile e la stella a cinque punte.