Fini: senza largo consenso, riforma Onu da rinviare

da Bruxelles

«Tra le varie ipotesi si può cominciare a prendere in considerazione quella che a settembre non si decida». Il ministro degli Esteri Gianfranco Fini - a margine della Conferenza internazionale sull’Irak - è intervenuto sullo scottante nodo della riforma delle Nazioni Unite, precisando che se durante il vertice dei capi di governo di settembre, in occasione dell’avvio della nuova sessione dell’Assemblea generale, non verrà raggiunto alcun accordo, sarà meglio optare per un rinvio delle decisioni. Per Germania, Giappone, India e Brasile, candidati in corsa - il cui obiettivo è stringere i tempi del dibattito - le cose sembrano complicarsi: «Gli Stati Uniti hanno preso una posizione difficilmente conciliabile con le proposte del G4», ha riferito il leader della Farnesina - e l’atteggiamento di Washington ha comunque portato una ventina di Paesi a «rivedere la propria posizione».
Le divergenze - ha ricordato Fini - riguardano soltanto il dieci per cento del rapporto presentato dal segretario generale Kofi Annan, quello riguardante la riforma del solo Consiglio di sicurezza.In ogni caso, il G4 ha pensato bene di organizzare un incontro a Bruxelles per fare il punto della situazione.

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