Fini: "Si stacchi la spina e subito a votare"

Il leader di An spinge sull’acceleratore: "Non ci sono le condizioni
per un governo istituzionale. Una marmellata di partiti diversi tra
loro allontanerebbe i cittadini". Il segretario Udc Cesa: "Il centrodestra andrà alle urne unito e coeso"

Roma - Il muro innalzato da Forza Italia, An e Lega contro l’ipotesi di governi di larghe intese continua a tenere. Anzi, con il passare delle ore, l’inasprirsi dei toni e le battute scagliate a distanza da uno schieramento all’altro rendono sempre più impervio il cammino del dialogo e sempre più improbabili le già difficili intese trasversali. Il clima, in questa domenica di tregua nelle consultazioni del Quirinale, assomiglia molto a quello frenetico e affilato, tipico di una giornata di campagna elettorale. E questa consapevolezza prende sempre più forma nelle dichiarazioni dei leader del centrodestra.

«Dopo aver ascoltato Forza Italia, Lega e An e alcuni segretari del centrosinistra che ribadiranno che non ci sono le condizioni per nessun tipo di governo, il capo dello Stato dovrà prendere atto che è impossibile non sciogliere le Camere», dice Gianfranco Fini. D’altra parte «non si fa un governo per fare una legge elettorale. Un governo tecnico-istituzionale dovrebbe essere appoggiato tanto dal centrodestra quanto dal centrosinistra ma c’è troppa differenza di valori. Come si possono trovare punti di convergenza?», dice il presidente di An. «Si stacchi la spina e si vada al voto. E comunque la legge elettorale misura il consenso e con questa e altre leggi elettorali il consenso del Paese è chiaramente orientato per il centrodestra. Gli italiani devono pronunciarsi con il voto perché riteniamo inutile la discussione sulla legge elettorale, della quale si è già parlato inutilmente prima».

La contrarietà di Alleanza nazionale alla realizzazione di un governo tecnico di qualsiasi tipo, spiega Fini, «non è perché sentiamo profumo di vittoria» ma perché «l’Italia non ha bisogno di un esecutivo che fa la legge elettorale. Come si può pensare che ciò che divide Cdl e centrosinistra improvvisamente metta d’accordo tutti sulla legge elettorale?», si chiede Fini. Secondo il numero uno di via della Scrofa, inoltre, l’Italia non può rimanere tanto tempo ostaggio di un governo a tempo perché è necessario risolvere le vicende di Napoli, aiutare le imprese e affrontare i problemi del Paese. «L’Italia - spiega - non può essere paralizzata da un governo che non ha una coincidenza di valori».

Se Fini spinge sull’acceleratore e chiude con scientifica attenzione ogni spiraglio di dialogo, Pier Ferdinando Casini, alla vigilia del suo incontro con il capo dello Stato e del suo viaggio in Israele, prende una posizione importante, affermando con chiarezza che non potrà essere costituito alcun governo tecnico senza la partecipazione di Forza Italia. «Solo un miracolo può consentire che la legislatura vada avanti», dice il leader dell’Udc. «Noi siamo un partito serio, noi siamo gente seria e ritenere che un governo istituzionale si faccia a prescindere da Forza Italia è senza senso». Casini, in un’intervista al quotidiano dei vescovi Avvenire, spiega di non escludere l’ipotesi che si vada subito ad elezioni, ad aprile. «Ho appena avuto un incontro con i pubblicitari». Sull’esito delle elezioni sceglie, però, di attestarsi sul basso profilo. «Io dico che presto, prestissimo, ci riuniremo e discuteremo su quali basi di programma e su quali ipotesi politiche convergere», dice in riferimento agli equilibri nel centrodestra.

«Dobbiamo riflettere bene su ogni passaggio, studiare l’intesa in ogni dettaglio. Abbiamo un’occasione straordinaria davanti e sarebbe assurdo se tra un anno venissero fuori incomprensibili dissapori». Uno sguardo verso il futuro elettorale lo getta anche il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa. «Se ci saranno le elezioni penso che il centrodestra andrà unito e coeso. La leadership è un problema secondario. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare l’Udc, contribuendo nello stesso tempo a rafforzare il centrodestra. Cercheremo soprattutto di intercettare i voti di quei cattolici e dei democristiani che hanno votato il centrosinistra alle scorse elezioni, e sono rimasti delusi».

Forza Italia e Lega, a loro volta, tornano a scolpire la loro preferenza per il ricorso immediato alle urne. «Le elezioni anticipate sono l’unica strada: spero che il presidente Napolitano ascolti il popolo e soprattutto non ceda a poteri forti», dice Giancarlo Giorgetti. Fabrizio Cicchitto, a sua volta, fotografa con parole dure i tentativi dell’Unione di rinviare la data del voto. «Sulla legge elettorale c’è tuttora un dissenso all’interno del centrosinistra per cui i discorsi su un esecutivo limitato alla definizione di una nuova legge sono solo un pretesto per prendere tempo in modo indefinito perché non c’è alcuna intesa su cosa approvare. Quindi coloro che accusano di irresponsabilità chi vuole le elezioni sono affetti o da un eccesso di furbizia o da un’autentica irresponsabilità».