Fini: «Il sindaco si vergogni». Pericu: «Parla a vanvera»

«Fabrizio Quattrocchi era in Iraq per lavorare, ed è morto da eroe. Ora si vergogni chi disse che era un mercenario o quel sindaco di Genova che non andò ai funerali»: è durissimo il ministro degli Esteri e vicepremier, Gianfranco Fini, nel commentare il video dell'esecuzione del bodyguard genovese andato in onda sulle reti televisive nazionali, dopo la decisione dell’emittente araba Al Jazeera di consegnarlo alle autorità italiane.
Sotto accusa, dunque, moralmente, il primo cittadino di Genova, Giuseppe Pericu, che a giudizio dell’esponente di governo non ha nemmeno ritenuto di dover partecipare alle esequie. Al funerale, invece, prese parte l’assessore Giorgio Guerello. Per Fini, comunque, morire eroicamente come a suo giudizio fece Quattrocchi - in particolare, con quella frase rivolta ai suoi assassini: «Vi faccio vedere come muore un italiano» che si sente distintamente nel video - «significa l'accettazione eroica di una sorte tragica con grande dignità».
Fini ha concluso dicendo di provare «rispetto e ammirazione perché Quattrocchi ha fatto vedere come muore un uomo, cioè con dignità, senza parole di maledizione o di supplica. Chi lo ha criticato come guerrafondaio spero che adesso si ricreda». Rincara la dose Enzo Fragalà (An), componente la Commissione Mitrokhin: «Primo fra tutti si vergogni il sindaco di Genova Pericu che disertò il funerale di Fabrizio, un ragazzo di cui l'Italia deve essere fiera», ribadendo la richiesta al capo dello Stato perché «assegni una medaglia d'oro al valor civile alla memoria.
Immediata la replica del sindaco: onore alla salma, partecipazione ai funerali, nessuna dichiarazione sui mercenari. Sono questi i punti fermi che Giuseppe Pericu ha voluto sottolineare. Attraverso il suo portavoce,
Pericu ricorda che «andò a onorare Quattrocchi e i parenti nella camera ardente allestita tra l'altro con il contributo del Comune, che aveva offerto alla famiglia Quattrocchi tutta la sua collaborazione e che aveva sostenuto le spese per il trasferimento della salma». In secondo luogo «il Comune di Genova è stato ufficialmente anche ai funerali attraverso l'assessore delegato dal sindaco, Guerello». I
n terzo e ultimo luogo «il sindaco Pericu non ha mai affermato le cose che gli sono state attribuite dal vicepresidente del consiglio Fini». Pericu sostiene poi che «il ministro degli Esteri dovrebbe riflettere meglio prima di parlare, perché finché lo fa in una situazione come questa, per quanto sgradevole, il danno è relativo. Ma se se si comportasse allo stesso modo in situazioni internazionali, poveri noi...».