Fini: "Università, trovare i fondi o via la riforma Sulla giustizia Alfano parli con Fli prima del ddl"

Il presidente della Camera sulla riforma Gelmini: "Se non si trovano le risorse e vengono confermati i tagli si tradisce lo spirito della riforma e si impedisce la carriera ai meritevoli. Quindi meglio ritirarla". E sulla riforma della giustizia avverte il Guardasigilli: "Non accetteremo passivamente i testi decisi da altri" 

Foggia - "Si tradisce lo spirito della riforma e si impedisce la carriera ai meritevoli se vengono confermati i tagli e se non si mettono a disposizione posti di associato per i ricercatori meritevoli: quindi si finisce per frustrare lo spirito della riforma e quindi è meglio ritirarla". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando a Foggia all'inaugurazione dell'anno accademico dell'università. Parlando della riforma Gelmini Fini ha valutato positivamente alcuni aspetti quali la trasformazione degli scatti da automatici a meritocratici. "I tagli previsti per l'università italiana - ha spiegato al riguardo Fini - non sono sopportabili perché ci sarebbe uno sbilancio tra la spesa per il personale e i fondi ordinari tale per cui sarebbe impossibile dare gli stipendi del personale e queste non sono opinioni politiche, ma matematiche".

La riforma della giustizia "Credo sia interesse del ministro Alfano coinvolgere preventivamente Futuro e Libertà nella preparazione del ddl costituzionale sulla giustizia, che ha un iter lungo, in quattro letture. Vedremo quale testo sarà presentato in Cdm, se ci sono emendamenti e che sorte avranno, solo al termine, per dovere di serietà, si potrà esprimere un giudizio" dice Fini. "E' chiaro che Fli parteciperà in modo attivo perché non è un soggetto politico passivo, che accetta ciò che viene presentato da alti, facendo parte della maggioranz"».

Il problema del precariato Nel corso di un’assemblea di Generazione Italia a Foggia, il presidente della Camera affronta anche il problema della precarietà del lavoro per i giovani lamentando però che "la questione numero uno in Italia è sempre la giustizia, chissà perchè di queste cose non si discute". "Chi si sposa in Italia se non sa che tra sei mesi avrà uno stipendio?", chiede Fini facendo riferimento alla condizione di precarietà in cui vivono moltissimi giovani. Ha poi citato il caso della Germania dove "chi ha contratti a tempo determinato - ragiona - ha una busta paga più pesante del suo collega più fortunato che ha un contratto a tempo indeterminato". Ma "di queste cose non si discut", conclude l'ex An. 

Fuori i corrotti dalla Pa "Non credo che ci si possa dividere tra destra e sinistra sulla volontà di varare una leggina che preveda che chi è condannato in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione debba rinunciare a vita a qualsiasi incarico pubblico". Ha detto ancora Fini a Foggia. "Tra i cittadini e dentro le istituzioni gli onesti e i responsabili sono la maggioranza e vanno sostenuti anche con una adeguata legislazione per tenere lontano i corrotti dai luoghi dove si amministra denaro pubblico". Fini ha poi fatto riferimento all'allarme sulla corruzione lanciato nei giorni scorsi dal presidente della Corte dei Conti. "Sono parole - ha detto - che devono far riflettere e il compito primario delle istituzioni è quello di essere d'esempio per i cittadini perché il basso senso civico dei cittadini dipende dal fatto che lo Stato non si é presentato sempre con il volto del rispetto delle regole ma con il volto dell'assistenzialismo e dell'intermediazione. Non credo - ha aggiunto - che se si vuole un comportamento virtuoso da parte del cittadino ci si possa dividere nel considerare meritevole di essere abbattuto il luogo comune per cui chi fa il proprio dovere e paga le tasse è fesso, mentre chi fa il furbo merita di essere apprezzato. C'é la necessità di comportamenti da parte delle istituzioni - ha concluso al riguardo - che determinano comportamenti virtuosi nei cittadini".