Fini: "Veltroni è il volto nuovo di Prodi"

Il leader di An: "Parla come se al governo ci fossimo noi ma è il Partito democratico che ha governato negli ultimi due
anni. Si scrive Veltroni e si legge Prodi, perché è lui il fondatore
del Pd"

Roma - "Veltroni è come Houdini: cerca di nascondere il fatto che al governo c’è stato e c’è il suo Partito democratico. Lui parla come se al governo del Paese ci fossimo stati noi". Lo ha detto il presidente di An, Gianfranco Fini, giunto oggi a Vicenza per presenziare ad un incontro con Confindustria. "Parla di nuovo ma il fondatore del Partito democratico è Romano Prodi, è lui il fondatore del Pd", ha incalzato Fini, ricordando che proprio nell’esecutivo del professore "i massimi esponenti erano e sono autorevoli esponenti del Pd". Quanto al recupero del partito di Veltroni sul Pdl, Fini ha affermato: "Di recupero ne parla Veltroni, anche perché se non parla di quello di cosa deve parlare?".

Tesoretto "Ammesso che il tesoretto esista - ha detto Fini - secondo me va impiegato in toto su una priorità perché è inutile distribuire 2, 6 o 8 miliardi per tamponare mille falle. Solo così - ha aggiunto Fini - è possibile attivare un meccanismo virtuoso in grado di portare benefici anche su altri punti di criticità".

Costi politica: "Abolire la provincia" "L’esistenza di istituzioni come le province non ha nessun senso. La loro abolizione comporterebbe riduzione di costi che non sono quelli degli stipendi degli impiegati, ma quelli dei fondi stanziati per politiche che possono essere risolte a livello comunale o regionale".

Sanità: "Troppi sprechi" "La spesa pubblica sfugge al controllo amministrativo nel comparto sanità più che in qualunque altro. La politica - per Fini - deve essere consapevole che quando si parla di sprechi bisogna guardare soprattutto alla sanità. Compito della politica e, in particolare, del parlamento è discutere il piano sanitario nazionale, ma non agire sulla gestione della sanità che deve essere sottratta ai partiti compreso il mio".

Magistrati: "Separare le carriere" "La separazione delle carriere dei magistrati è da qualche tempo una delle ipotesi di lavoro. Va affrontato il tema del rapporto tra giustizia e politica, è una necessità. Il nuovo governo dovrà mettere la magistratura in grado di operare meglio e garantire certezza dei tempi dei processi. Ma, da parte sua - ha sottolineato Fini - la magistratura italiana dovrà garantire di isolare i casi di faziosità politica che ci sono al suo interno, e la professionalità dei giudici".