Fininvest pronta a pagare Cir Marina: resta l’arrabbiatura

MilanoNiente leggi ad aziendam, né fantasiose ipotesi di cessioni di questa o quella società del Biscione: «Fininvest pagherà e speriamo poi che riavrà i soldi indietro quando la Cassazione farà giustizia». Così l’avvocato del premier e parlamentare del Pdl, Niccolò Ghedini, spazza via l’ipotesi di una nuova legge per «congelare» la sentenza, così come quella di una sospensione del pagamento del maxirisarcimento per la vicenda del Lodo Mondadori. I giudici, infatti, avrebbero potuto intervenire in tale direzione, ma «non lo hanno fatto» e «certamente non sospenderanno più avanti» l’esecutività del provvedimento che ha condannato la holding della famiglia Berlusconi a pagare 560 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti.
Intanto, i legali della Cir hanno già inoltrato la richiesta di pagamento a Intesa Sanpaolo, capofila delle banche (le altre sono Unicredit, Mps, e Popolare di Sondrio) che hanno concesso la fideiussione di 806 milioni a Fininvest nel 2009, dopo la sentenza di condanna in primo grado. L’invio della richiesta è avvenuto dopo che, in mattinata, i legali della società di De Benedetti hanno ritirato la copia autentica della sentenza con cui sabato scorso la società del Biscione è stata condannata a versare il maxi risarcimento, primo passo dell’iter legale previsto. Una copia della richiesta di pagamento è stata inviata anche alla stessa Fininvest. La prassi prevede, in questi casi, che trascorrano una decina di giorni lavorativi tra la richiesta e il pagamento effettivo.
Da Fininvest per ora non trapela nessuna dichiarazione, tanto meno in merito alle ipotesi di stampa su un eventuale piano per pagare direttamente la somma dovuta alla Cir, onde risparmiare sulle commissioni dovute alle banche in caso di esecuzione sulla fideiussione.
Certo è che nessuna fantomatica legge «salva-Fininvest» è in cantiere: le voci si rincorrono da giorni, ma Ghedini le ha escluse «categoricamente». L’avvocato, poi, ha voluto poi anche specificare che la norma inserita nella manovra e poi ritirata, contemplava «un principio di civiltà», perché faceva in modo che per una società - condannata a pagare in sede civile più di 20 milioni di euro - fosse previsto il blocco dell’esecutività del pagamento, fino alla pronuncia definitiva della Cassazione, salvo deposito di una cauzione. «Ci sono società - ha detto ancora - costrette a pagare prima del giudizio definitivo della Cassazione e questo non è giusto».
Le parole di Ghedini, comunque, hanno tolto un fattore di tensione alla Borsa, dando una spinta positiva a tutti i titoli coinvolti nell’affaire: non solo Cir (+1,2%) ma anche Mediaset (+0,69%) e Mondadori (+2,58%), di cui la presidente Marina Berlusconi ha escluso «tassativamente» la cessione. L’occasione, la festa della rivista Grazia: «È giusto festeggiare perché bisogna guardare avanti. Ma l’arrabbiatura no, quella non è passata». In calo, invece, il gruppo editoriale L’Espresso (-1,69%).
Al Milan, invece, ha pensato Barbara Berlusconi: «Voglio rassicurare i tifosi: non mancherà l’impegno del gruppo per la squadra, per raggiungere tutti i prestigiosi obiettivi che ci siamo dati», anche perché «sono convinta che l’amore per il Milan di mio padre sia più grande». Così la figlia del premier, nonché membro dei Cda di Fininvest e Milan, ha voluto testimoniare la vicinanza della famiglia alla società rossonera, in un’intervista rilasciata alle reti Mediaset in occasione del primo giorno di ritiro della squadra, dissipando, anche qui, le voci di ridimensionamento o addirittura di cessione. La vendita di una partecipazione di minoranza del Milan per far cassa era stata ipotizzata martedì dal Sole 24Ore, accanto alla possibilità di una quotazione a Hong Kong, dove già debutterà il Manchester United.