Finisce con una batosta l'era di Zapatero:il Partito popolare trionfa alle elezioni

Il Partito Popolare di Mariano Rajoy ottiene la maggioranza assoluta dei seggi al parlamento spagnolo. Per i socialisti di Zapatero è il peggior risultato elettorale dalla fine del franchismo. Una grande novità della tornata elettorale è  l'affermazione nei Paesi Baschi della sinistra radicale indipendentista con Amaiur, che entra in parlamento con una pattuglia di 6 o 7 deputati. <strong>IL VINCITORE <a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/il_galiziano_battuto_due_volte_zapatero_... target="_blank">Sconfitto due volte da Zapatero il leader della "forza tranquilla" Rajoy ora si prende la rivincita</a> RISULTATI <a href="http://www.generales2011.mir.es/99CG/DCG99999TO_L1.htm" target="_blank">Le percentuali dei partiti, i seggi assegnati: guarda come sono andate le elezioni</a><a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/il_galiziano_battuto_due_volte_zapatero_... target="_blank"><br /></a></strong>

Finisce con un tonfo l'era di Zapatero. Il ministro portavoce del governo spagnolo del premier socialista Zapatero, Josè Blanco, ha annunciato ufficialmente che "il Partido Popular ha vinto le elezioni". Blanco si è congratulato a nome del governo con il Partido Popular e con il suo candidato premier, Mariano Rajoy. "Abbiamo perso chiaramente queste elezioni", ha ammesso il candidato premier socialista Alfredo Rubalcaba nella sede del Psoe. "Il Pp ha vinto ampiamente" ha aggiunto il leader socialista. Rubalcaba ha poi fatto sapere di avere chiamato il leader del Pp per congratularsi con lui e ha detto di aver chiesto al segretario generale del Psoe - il premier uscente Josè Luis Zapatero - di convocare presto un Congresso ordinario.

"Siamo davanti a un momento decisivo per la Spagna. Il nuovo governo dovrà gestire la congiuntura più delicata che il Paese abbia conosciuto negli ultimi 30 anni. Abbiamo davanti a noi un compito immenso: non ci saranno miracoli", ha detto Rajoy. "Voglio ridare agli spagnoli l'orgoglio di esserlo" ha aggiunto il leader popolare dal balcone del palazzo del suo partito, rivolgensdosi alle migliaia di militanti in festa riuniti per strada che intonavano "Viva Espana".

Dopo lo spoglio del 75% delle schede il Pp ha il 44% e 187 seggi su 350 al Congresso dei deputati, il Psoe il 28,8% e 109 seggi. Maggioranza assoluta del Partido Popular nel Congresso. Izquierda Unida ha il 7,06% (11 seggi), Upyd il 4,73% (5), Ciu il 4,39% (16), Amaiur l'1,64%% (7), Pnv l'1,60% (5), Erc l'1,115 (3). Alle precedenti politiche del 2008 il Pp aveva ottenuto con il 39,9% dei voti 154 deputati, il Psoe con il 43,9%, 169 seggi.

Secondo l'exit poll di Rtve, dalle urne oggi arrivano al terzo posto in parlamento i nazionalisti moderati catalani di Ciu con 13/15 seggi (ne avevano 10 finora), davanti alla coalizione di sinistra Izquierda Unida (tra 9 e 11 deputati, contro i 2 del Congresso uscente). Una grande novità della tornata elettorale è inoltre l'affermazione nei Paesi Baschi della sinistra radicale indipendentista con Amaiur, che entra in parlamento con 6/7 deputati, mentre perdono un seggio i nazionalisti baschi moderati di Pmv (4/5 invece di 6) e cresce anche il piccolo partito centrista Upyd di Rosa Diez, con 3/4 seggi invece di 1.

Tra le fila popolari si festeggia un risultato atteso ma pur sempre sorprendente nelle dimensioni. "Il cambio politico ha vinto in Spagna" ha dichiarato la responsabile della campagna del leader Mariano Rajoy, Ana Mato. Da domani, ha aggiunto, "inizierà una nuova tappa nella quale il nostro unico obiettivo sarà di sconfiggere la crisi e la disoccupazione". Migliaia di persone si sono riiunite davanti alla sede del Partido Popular in Calle Genova a Madrid dove nella notte è previsto un ringraziamento di Rajoy ai militanti. E' finita così la parabola di Zapatero, uno dei leader della sinistra europea più amati, una delle tante infatuazioni della sinistra italiana che, ancora una volta, aveva puntato sul cavallo sbagliato.

In serata nella sede del comitato elettorale di Rajoy sono arrivate, dal presidente francese Nicolas Sarkozy, e dai presidenti del Consiglio e della Commissione Ue Herman van Rompuy e Manuel Barroso, le prime telefonate di congratulazioni.