Finisce in cella «’a miciona», la donna-boss

Dopo l’uccisione del marito, avvenuta nel 2006, non aveva esitato a mettersi al comando del clan, gestendo estorsioni, usura e spaccio di droga e tenendo i contatti con altri potenti gruppi criminali, dai Mallardo di Giugliano ai Mazzarella di Napoli. Raffaella D’Alterio, 50 anni, soprannominata «’a miciona», cioè «la gattona», è al centro dell’inchiesta che ha tenuto impegnati per tre anni i carabinieri. Oltre a lei sono finiti in carcerei, tra gli altri 63 arrestati, i tre figli, Costanza, Caterina e Nicola Raffaele, e la compagna, Fortuna Iovinelli detta «’masculona» («la maschiaccia), con la quale, rimasta vedova, Raffaella D’Alterio aveva iniziato una convivenza.