Finisce in coma mentre si prepara a fare la lampada

da Bari

L'hanno trovata riversa per terra, all'interno della cabina-doccia abbronzante. Era ancora vestita e, secondo i primi accertamenti, non aveva neppure cominciato a sottoporsi al trattamento. Tesi questa contestata da alcuni familiari della giovane che sostengono di aver visto la ragazza «rossa in viso» e i suoi indumenti «sporchi di crema abbronzante». «Quindi - dicono - la doccia abbronzante l'aveva fatta». La ragazza, 19 anni, è stata subito soccorsa, prima dal proprietario del locale, poi con un'ambulanza che l'ha condotta in ospedale ad Andria, dove è arrivata in coma. I fatti risalgono a venerdì pomeriggio quando la giovane raggiunge a piedi un non lontano locale di parrucchiere unisex che ha una cabina-doccia abbronzante. Un macchinario abbastanza moderno - dicono i carabinieri della compagnia di Andria -, di quelli che hanno anche un sistema antipanico per chi soffre di claustrofobia. Subito dopo l'uomo sente un tonfo, che proviene proprio dalla cabina-doccia. Va a bussare alla cabina e, non avendo risposte, apre il macchinario e trova per terra la ragazza, ancora vestita e priva di sensi. Che cosa sia accaduto alla giovane al momento non si sa, perché i medici si sono riservati la prognosi e stanno svolgendo accertamenti. Sulla vicenda il pm del tribunale di Trani Mirella Conticelli ha aperto un'inchiesta e ha disposto il sequestro della lampada. I familiari della giovane, invece, contestano la ricostruzione dei fatti fornita dal titolare del negozio e accusano ritardi che avrebbero rallentato gli interventi di soccorso. Parlano di difficoltà a svolgere la Tac. L'accusa della sorella della diciannovenne è pesante e tutta da dimostrare: «Mia sorella - dice - era rossa in viso, quindi la lampada l'aveva fatta». «È probabile - riferiscono al contrario i carabinieri - che la ragazza non abbia fatto la doccia solare, ma stiamo cercando elementi di prova».