Finisce la crisi, è corsa al divorzio «Ora ce lo possiamo permettere»

In America è boom di divorzi. Dopo un periodo relativamente tranquillo, durante il quale erano diminuite le richieste di separazione negli Stati Uniti, ecco che oggi moltissime coppie sposate si sono precipitate dagli avvocati per avviare le pratiche che chiudano il loro matrimonio. Come mai? Cosa è successo? Prima andavano tutti d’amore e d’accordo e poi all’improvviso l’incantesimo si è rotto? Niente di tutto ciò. Gli Stati Uniti d’America stanno uscendo dalla crisi economica e ora gli americani hanno a disposizione più soldi. Anche per divorziare. Inoltre in questi ultimi anni i social network hanno enormemente facilitato le relazioni extraconiugali facilmente provabili e quindi... anche i conseguenti divorzi.
Cominciamo dal vil denaro. Durante la crisi gli americani hanno dovuto rinunciare alle spese superflue. E tra queste figuravano anche quelle relative al divorzio. Sembra strano, fa sorridere, ma è così. Quando si disfa una coppia americana ha un modo molto semplice per dividersi i beni è vendere la casa. Una scelta altamente sconsigliata, giustamente, nel periodo in cui i prezzi delle abitazioni crollavano e i cartelli «vendesi» restavano per mesi davanti ai vialetti delle case. Adesso la crisi è finita ed ecco l’aumento del 25 per cento delle cause di divorzio, con picchi negli Stati dell’Unione dove le procedure sono rapidissime, tipo il Nevada di Las Vegas e Reno. E gli esperti sorridono a questa nuova fase: vuole dire che se le famiglie americane hanno soldi per divorziare, allora la crisi economica è passata. Esplode la «domanda arretrata», il «magazzino» accumulato in due anni di convivenza forzata dalla difficoltà di sbarcare il lunario alle prese con le alte spese fisse rappresentate dai mutui immobiliari.
Anche perché in America sono i poveri a divorziare di più. I matrimoni solidi, vip e star a parte, sono appannaggio delle persone che uniscono istruzione superiore e alto reddito. L’81% dei laureati che si sono sposati negli anni Ottanta sono ancora in coppia con la persona che portarono all’altare. Mentre per i diplomati della stessa fascia d’età la percentuale delle unioni che resistono scende al 46%.
Nel 2009, l’anno peggiore della crisi economica, le cause di divorzio si sono drasticamente ridotte, per la disperazione degli avvocati che hanno attraversato il loro periodo più nero. La metà dei 1.600 legali iscritti all’associazione degli avvocati matrimonialisti aveva ammesso di avere registrato nel 2009 un calo drastico delle entrate. Ma ecco che nel 2010 le cose hanno cominciato a cambiare. Le coppie hanno cominciato di nuovo ad affidarsi ai legali per rompere i loro matrimoni.
Chissà che fatica per queste coppie doversi sopportare nel periodo peggiore della recente storia economica americana. Già dovevano fare i conti con i soldi che non c’erano e con il lavoro che spesso mancava. In più dovevano sopportare a casa un partner che non potevano nemmeno vedere. Adesso per loro finalmente uno spiraglio per loro... per la gioia degli avvocati divorzisti.
Ma oltre alla fine della crisi deve aver giocato il suo ruolo anche il boom dei social network. Negli Stati Uniti almeno un divorzio su cinque è provocato dai tradimenti, da storie nate grazie alle moderne tecnologie. E grazie a quelle anche scoperte.