Finisce l’età del consenso: in crisi il «modello Roma»

Un sondaggio: gradimento in calo per Veltroni, Marrazzo e Gasbarra

(...) dei suoi due mandati da primo cittadino della capitale aveva puntato la «campagna» per esportare il modello Roma a livello nazionale, attraverso la leadership del Pd.
Adesso, in casa sua, sente scricchiolare il consenso, che di quel modello è un elemento fondante. Gli ha nuociuto, probabilmente, proprio il nuovo ruolo nel Partito Democratico che i romani hanno evidentemente interpretato come una «distrazione» dalle questioni capitoline. Questione di feeling. I dati sono disarmanti: due anni fa Veltroni ha trionfato alle elezioni con il 61,4 per cento. E nel 2006 il Governance poll vedeva Walter dietro al solo torinese Chiamparino, con il 67 per cento dei consensi. Quest’anno il primo cittadino è scivolato al 14° posto, in calo di 7 punti percentuali. Un trend peggiore del suo lo hanno registrato solo i suoi meno noti omologhi di Ravenna e delle due città fanalino di coda, Catanzaro e Cosenza. Eppure, a fine settembre, Veltroni secondo un’indagine di Ekma era il terzo sindaco d’Italia. Ma gli umori, e i sondaggi, cambiano rapidamente.
Lo hanno fatto anche per Gasbarra. Ekma promuoveva il presidente della provincia al decimo posto nazionale nella sua ricerca, appena tre mesi fa. Ma la classifica del Sole scotta per l’ex delfino di Walter. Per ritrovarlo bisogna scivolare fino al 79esimo gradino, con un consenso che, se si votasse oggi, non basterebbe a vincere: 48,5 per cento. E le elezioni non sono lontane. Il presidente della Provincia di Roma fa segnare una flessione di 1,5 punti percentuali rispetto alla graduatoria del 2006 e del 4,9 per cento rispetto al risultato delle elezioni del 2003, quando il bell’Enrico spodestò Moffa assicurandosi un perentorio 53,4 per cento dei consensi. Tra le province del Lazio, solo Frosinone (89°) rimane dietro alla capitale, staccatissima da Latina (25°) e lontana anche da Rieti e Viterbo (70esime ex aequo), tutte peraltro in crescita di popolarità dal 2006 a oggi, a differenza di Roma.
Ma se Veltroni non è più in zona promozione e Gasbarra è a rischio play out, Marrazzo nella classifica dei Governatori non se la passa meglio. Anzi. La popolarità dell’ex teledifensore civico non è esattamente al suo massimo storico: il presidente della Regione Lazio con il 46 per cento dei consensi occupa il quartultimo gradino in compagnia di Antonio Bassolino, un altro che ha vissuto fasti migliori. Più indietro solo Vendola (Puglia), Del Turco (Abruzzo) e Burlando (Liguria). L’esame del «decadimento» negli anni della fiducia la dice lunga sul difficile momento della carriera politica di Marrazzo. Nel 2005 gli elettori lo premiano nel testa a testa contro Francesco Storace con il 50,7 per cento dei consensi. Nel 2006 il sondaggio del Sole-24 Ore lima quel dato di 0,7 punti percentuali. Ma tra Sanità e problemi di bilancio la percezione del suo operato tra i cittadini continua a peggiorare. Con la conseguenza che quest’anno la scivolata è più eclatante, e il segno meno è seguito da un quattro.
Sono solo sondaggi, certo. Ma quando questi erano positivi per il «team» Comune-Provincia-Regione il centrosinistra capitolino non ha mai perso l’occasione di enfatizzarne i risultati. Inevitabile che, se certificano un’emorragia di consensi, diventino un campanello d’allarme. Se non una clamorosa bocciatura, come si affrettano a ricordare dall’opposizione, fissando la data delle prossime provinciali come quella della resa dei conti. «Veltroni e Marrazzo perdono consensi rispetto alla loro elezione, ma il vero tracollo si registra con Gasbarra che perderebbe 5 punti percentuali», chiosa Francesco Lollobrigida, presidente provinciale di An: «Vogliamo vedere se ora i facili entusiasmi della sinistra corrisponderanno a una reale presa di coscienza del loro fallimento, nonchè del risultato che si appresta ad arrivare nella prossima primavera».