Finisce a pistolettate la lotta tra pitbull al parco

La polizia ha sequestrato l’arma, e denunciato l’uomo, una guardia giurata

Finisce nientemeno che in una sparatoria la «rissa» fra tre cani, un meticcio e due pitbull, uno dei quali rimane poi a terra senza vita. Infatti il proprietario di uno degli animali coinvolti nella baruffa vede il suo cane in difficoltà. La bestia non poteva difendersi perché aveva la museruola. L’uomo allora ha estratto l’arma e premuto due volte il grilletto, uccidendo l’altra bestia e lasciando di sasso la sua padrona. Poi ha infilato la pistola in tasca e se n’è andato a casa. Dove l’ha raggiunto la polizia che l’ha denunciato e ha sequestrato l’arma.
Campo di battaglia dell’epico scontro canino, i giardini dietro via Fusinato, non lontano dalla stazione di Bovisa, dove l’altra sera verso le 20.30, Alessandra T., 18 anni, che abita nella stessa strada al civico 14, porta a spasso un meticcio e un pitbull. Il primo sarebbe stato completamente sciolto e senza museruola, il secondo solo con il guinzaglio. A suo dire incrocia un vicino di casa, Romano, F., un vigilante dell’istituto Securitalia, di 48 anni, a sua volta con un pitbull, sembra tenuto debitamente a guinzaglio e con tanto di museruola. Sempre in base al suo racconto, la ragazza avrebbe preferito evitare l’incontro tra i due animali, notoriamente molto aggressivi, e avrebbe cambiato strada.
Qualche minuto dopo però ecco sopraggiungere trotterellando il pitbull della guardia giurata, che sarebbe stato dunque lasciato libero di scorrazzare per il parchetto, ma sempre con la museruola. Naturalmente l’animale punta subito la coppia di altri cani, li raggiunge e ne viene subito assalito.
L’incontro è immediato e soprattutto impari per il nuovo venuto, sia perché reso inoffensivo dalla protezione intorno al muso, sia perché il numero degli avversari è doppio. Infatti mentre l’altro pitbull lo azzanna ferocemente alla zampa anteriore sinistra, il meticcio dà man forte al compagno e si mette a «rosicchiargli» le zampe posteriori.
In quel momento arriva Romano F. trafelato che, vedendo il suo animale in difficoltà, sfila la pistola di servizio, una Walter Ppk calibro 7.65 di fabbricazione tedesca, e l’appoggia quasi al corpo del contendente e tira due volte il grilletto. Le due detonazioni rimbombano nel silenzio del giardino imbiancato di neve e pongono fine alla contesa.
A questo punto il vigilante recupera il suo cane e si avvia verso casa, mentre la ragazza rimane immobile a fissare la sua bestia a terra, mentre una chiazza di sangue si allarga sotto il corpo. Dopo qualche istante si riprende e corre a casa ad avvertire il padre. Che si precipita ai giardini, recupera il corpo dell’animale agonizzante e lo porta al pronto soccorso veterinario. Qui però il dottore può solo constatarne il decesso.
L’uomo a questo punto chiama il 113 e una volante viene spedita in via Fusinato per parlare con lo sparatore, che sembra abbia confermato, a grandi linee, quanto denunciato dal padre della ragazza. I poliziotti per prima cosa si fanno consegnare la pistola, quindi gli notificano una denuncia per spari in luogo pubblico e uccisione di animali altrui. Facile prevedere che tutti i protagonisti della contesa si ritroveranno per il secondo «match», ma questa volta senza armi o zanne, davanti a un magistrato.