Finiscono a Oxford i segreti della "spia-scrittore" Le Carré

Era ancora membro dell’MI6 quando, appunto nel ’61, vide pubblicato il suo romanzo d’esordio, primo di una lunga e fortunatissima serie

Chiamata per il vivo. Il titolo del primo romanzo di John Le Carrè (nella foto) con protagonista l’agente segreto George Smiley si addice anche a quella che, per i patiti delle spy story, è la notizia del giorno. È infatti un’«autochiamata» per un vivo ma... a futura memoria quella che il prolifico scrittore inglese nato a Poole nel 1931 ha reso pubblica, annunciando di aver donato il proprio archivio alla «Bodleian Library», la prestigiosa biblioteca dell’Università di Oxford. E guardacaso, la decisione giunge proprio a 50 dalla pubblicazione di... Chiamata per il vivo.
Si tratta, sia per Le Carrè (pseudonimo di David John Moore Cornwell), sia per mister Smiley, di una specie di ritorno alle origini, visto che l’autore ha spiegato come il suo personaggio più amato dal pubblico gli fosse stato ispirato da un ufficiale conosciuto al «Lincoln College» di Oxford, dove studiava e dove si laureò in letteratura tedesca nel ’56. Studente brillante, John fu ben presto notato da qualche alto papavero del Foreign Office, tanto da entrare nella mitica MI6, cioè la sezione 6 della Military Intelligence britannica. Ed era ancora membro dell’MI6 quando, appunto nel ’61, vide pubblicato il suo romanzo d’esordio, primo di una lunga e fortunatissima serie. Erano tempi di Guerra Fredda, e anche per questo i lettori cominciarono fin da subito a «scaldarsi» per le vicende a base di intrighi internazionali, recepite come qualcosa a metà strada fra realtà e fiction.
«Oxford - ha detto lo scrittore che in oltre mezzo secolo di carriera ha firmato 22 romanzi tradotti in 36 lingue e venduti in milioni di copie - è la casa spirituale di Smiley e quindi anche la mia. Sono contento che il mio archivio venga conservato lì. Le maggiori università americane me l’avevano chiesto, ma ho preferito che fosse la “Bodleian Library” a custodire le mie carte e ciò mi rende particolarmente felice». Il ricco archivio comprende libri, manoscritti, agende, diari, lettere e fotografie. Tutto il materiale è conservato in 85 scatoloni, dove si trovano, fra l’altro, le carte preparatorie di pietre miliari nel loro genere come Chiamata per il morto, La spia che venne dal freddo e La talpa, ma anche di libri più recenti come Il sarto di Panama. La «Bodleian Library», di fronte al generoso omaggio, giustamente non sta più nella pelle. «Si tratta di uno dei maggiori contributi alla letteratura di genere e siamo sicuri che gli studiosi potranno ricavare importanti informazioni leggendo le carte di questo archivio», ha detto Richard Ovenden, direttore delle collezioni speciali della biblioteca di Oxford.
In Italia le opere di Le Carrè sono edite da Mondadori. L’ultimo è Il nostro traditore tipo, che ha al centro una coppia di fidanzati: lei rampante avvocato e lui insegnante idealista. Dove vivono? A Oxford, of course, anche se trascorreranno una vacanza assai movimentata ai Caraibi.