Finita la commedia: Cairo padrone

Torino. La leggenda vuole che alle 16,15 di ieri Urbano Cairo, che si apprestava a diventare di lì a poco il nuovo presidente e proprietario del Torino, abbia mandato un proprio uomo nella piazza antistante il Comune per farsi prestare una bandiera granata da sventolare. È stato, quello, il segnale che l’interminabile telenovela dell’estate pallonara sotto la Mole stava per terminare: Cairo è il nuovo numero uno della rinata società granata, iscritta alla serie B dopo il fallimento di qualche settimana fa e precipitata poi nel burrone delle polemiche e di una vicenda che non si capiva che capo e che coda avesse.
Per formalizzare il tutto, l’appuntamento è fissato nella mattinata odierna presso lo studio notarile dell’avvocato Marocco.
E Luca Giovannone, l’imprenditore ciociaro titolare della società Vita Serena (import di infermieri e badanti dai Paesi dell’Est) che, sulla base di una scrittura privata saltata fuori nei giorni scorsi, era fino a ieri il potenziale proprietario del 51% delle quote del Torino? Rimane in società con l’uno per cento, senza diritto di voto, con la partecipazione agli eventuali utili, ma senza essere chiamato a dividere le perdite.
Cairo - 48 anni, piemontese di Alessandria e milanese di adozione, fondatore e presidente della Cairo Communication, gruppo che spazia dai periodici alla raccolta pubblicitaria - subentra così a Marengo. Il Toro è pronto per ripartire: salvo altri colpi di scena.