Finita l’era dei ricatti Questo governo deve lasciare il segno

Sono fiero della vittoria e ancora di più per un dato certissimo: dopo sessant’anni i nani sono tornati nella foresta. Ringrazio di cuore tutti gli italiani che con la loro scelta hanno cancellato il cancro del nostro Paese: i micro-partiti, composti da fannulloni vissuti sulle spalle della gente. Ora tocca ai sindacati!
Gioacchino Colpani e-mail
Mi pare che dal voto esca un messaggio chiaro: alla gente interessano le idee più che le ideologie. Il popolo ha mostrato chiaramente che falce e martello sono tornati a significare ciò che sono sempre stati: strumenti di un lavoro duro e onesto, non già immagine di un vecchio (e triste) modo di intendere la politica.
Lettera firmata - Pavia
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Un sincero «In bocca al lupo» al presidente Berlusconi per tutti i problemi che si trova ad affrontare e a dover risolvere. Vista la grinta che possiede e la qualità di coloro che lo circondano, sono sicuro che darà ottimi risultati al nostro Paese.
Giuseppe Ravagan - Ferrara
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La grandissima vittoria del Pdl è la vittoria dell’Italia migliore, quella della libertà e della democrazia. A mio avviso il Pdl si presenta come vero successore della missione della Dc. Appare incomprensibile e sleale la scelta di chi come l’Udc si è chiamato fuori dalla sua casa naturale. Il Pdl aderirà sicuramente al Ppe, mentre si prospetta lungo e dubbio il cammino del Pd che attualmente appare l’ultima versione del Pci.
P.B. e-mail
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Finalmente liberi. Silvio in sella, Uolter sconfitto alla grande, Prodi a fare il nonno e niente falce e martello in Parlamento. Per me e la mia famiglia è un ulteriore motivo di soddisfazione, perché non sentiremo più il nostro cognome svergognato da quello di un ministro che più lontano dalle tradizioni della famiglia non si può.
Ovidio Gentiloni
Lonate Ceppino (Varese)
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Credo che, pur con gli spaventosi problemi del nostro Paese, si aprirà un periodo di grandi possibilità per la politica italiana. Veltroni è un avversario credibile, credo onesto, ma in questo momento l’Italia aveva bisogno di un uomo capace ed efficiente come Berlusconi. Penso inoltre che il Cavaliere abbia la possibilità di dimostrare di non essere un uomo politico di passaggio, ma un personaggio destinato a lasciare il segno.
Alfredo Micheletti e-mail
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Dopo veri tentativi di deberlusconizzazione dell’Italia, ora finalmente abbiamo un Parlamento debertinottizzato. Grazie Italia.
Lettera firmata e-mail
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La Lega ha ottenuto un risultato trionfante grazie a una gran quantità di voti che molti hanno definito «di protesta». Non credo che protestare significhi scegliere il partito verso cui si nutre scarsa fiducia o con il quale non si condividano principi e mete da raggiungere. Nessuno si procura del male (in questo caso male politico) consapevolmente, ancor più se ha avuto il tempo per pensare, riflettere e infine decidere. Credo che il voto dato alla Lega sia un voto di cambiamento, di speranza; un voto che riflette la necessità di levarsi di dosso qualcosa che non va. E le forze politiche sconfitte ne devono prendere atto.
Lettera firmata e-mail
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Un risultato tondo. Senza interpretazioni. Fino a ieri, dopo ogni tornata elettorale, quasi tutti avevano vinto e quasi nessuno aveva perso. Ogni schieramento politico era orgoglioso con qualche se. Oggi ormai no. La pagella è certa. I voti spiccano con chiarezza. Gli sconfitti hanno un nome e i vincitori sono lì da vedere. «L’Italia s’è... destra!».
Lettera firmata e-mail
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Abbiamo tanto sentito discutere sulla legge elettorale che, sebbene abbia molti punti deboli e imperfezioni, è stata in grado di rendere la composizione del nuovo governo chiara, senza «sbavature». Riconosciamo a questa legge tanto presa di mira almeno un merito.
Achille della Ragione e-mail
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I veri sconfitti sono i più influenti opinionisti (non facciamo nomi, anche se li conosciamo tutti) che ancora una volta hanno dimostrato di non essere così influenti come speravano.
Paolo Radicati e-mail