Finite la battaglie in tribunale, il Pdl savonese si dedica a quella elettorale

«E ora spazio alla politica». All'indomani della sentenza del Tar che ha rimesso in gioco il simbolo del Pdl nella corsa alle provinciali, il candidato presidente Angelo Vaccarezza esprime soddisfazione «perché ora - dice - i temi della politica savonese possono tornare in primo piano e si può finalmente parlare di programmi, proposte e progetti nella nostra provincia ormai in ginocchio». Sulle nuove schede elettorali, dunque, il simbolo del Pdl - l'ottava e più rappresentativa lista a sostegno di Vaccarezza - ci sarà. In questi giorni l'Ufficio elettorale si riunisce per effettuare un nuovo sorteggio che determinerà l'ordine dei simboli sulle schede. Tutto in tempo per le elezioni del 6 e 7 giugno. Rifiutato infatti il rinvio che la legge avrebbe accordato al Pdl per questa travagliata campagna elettorale. «Il nostro è un gesto di responsabilità - ha dichiarato il senatore Franco Orsi -, spostare le elezioni avrebbe rappresentato un costo enorme per l'amministrazione provinciale».
Impossibile dire se siamo giunti all'ultimo capitolo di queste elezioni-thriller. Sulla vicenda giudiziaria fra rinvii, pronunciamenti e ricorsi è ancora presto per mettere la parola fine. Il Pcl, escluso con le stesse motivazioni del Pdl, non troverà collocazione nelle schede: il ricorso del partito di Marco Ferrando è stato ritenuto «improcedibile» dai giudici amministrativi per un vizio di forma e si annuncia battaglia. Il prossimo 11 giugno nuova seduta del Tar: difficile che il tribunale voglia entrare nel merito prima del pronunciamento della Corte costituzionale, che non avverrà comunque in tempi brevi. «Anche se per sapere come andrà a finire ci vorrebbe la sfera di cristallo - puntualizza Vaccarezza -. Noi ci presentiamo con serenità al voto degli elettori, gli esiti della vicenda giudiziaria non dipendono da noi». Della grande paura, insomma, non v'è più traccia (anche se nelle file del Pdl giurano che non ci sia mai stata). Ora una settimana fitta di impegni. «Ci aspettano pochi giorni di campagna elettorale, ma cinque anni per governare».