Finiti in trappola i «topi» di moto

Sgominata gang straniera, specializzata nel rubare e smontare rombanti due ruote

Rubavano moto di grossa cilindrata un po’ dove capitava, ma soprattutto nelle grandi città del nord Italia. A quel punto le smontavano completamente e, dopo averle nascoste in scatoloni anonimi, le spedivano nel paesi dell’est Europa. Questa l’organizzazione straniera smantellata, finalmente in maniera definitiva, nei giorni scorsi dalla polizia stradale di Milano durante l’operazione Start. Si tratta infatti di un’indagine contro il riciclaggio di motoveicoli che si collega a un’altra precedente, chiamata Permis, portata a termine nel maggio 2005 e conclusasi con 15 arresti. Stavolta le manette intorno ai polsi, per l’accusa di riciclaggio internazionale, la squadra investigativa della Polstrada milanese le ha messe a quattordici persone, tra ucraini romeni e moldavi.
«Come in precedenza - hanno spiegato ieri mattina nella loro sede di piazza Prealpi gli uomini della Polstrada - si è trattato di un’indagine difficile». Infatti anche stavolta l’inchiesta è stata effettuata e portata a termine, oltre che grazie all’abilità e alla costanza degli investigatori, anche attraverso l’uso di sofisticati apparati informatici.
Che cosa accadeva nel dettaglio è presto detto. I veicoli venivano settimanalmente inviati - dopo essere stati rubati, smontati minuziosamente e «inscatolati» - dagli extracomunitari, romeni e ucraini che, dopo averli caricati su grossi furgoni, li mandavano nei loro Paesi di provenienza.
Durante le varie fasi di Start la Polstrada ha sequestrato infatti ben 13 motocicli di grossa cilindrata, 6 autocarri Mercedes utilizzati per il trasporto della merce, nonchè numerosi altri oggetti rubati: telefoni cellulari, biciclette, attrezzi da cantiere.
«I malviventi - spiega il dirigente del compartimento locale della Stradale, Massimo Bentivegna - individuavano attentamente le moto da rubare. Quindi le alzavano letteralmente di peso per caricarle su un furgone. Già a bordo provvedevano a smontarle e poi le impacchettavano per portarle soprattutto in Ucraina.
Un quindicesimo appartenente all’organizzazione, minorenne, è stato denunciato in tre luoghi diversi: a Milano e nell'hinterland, a Rho e Seriate.