Finmeccanica, 3 miliardi per crescere all’estero

da Milano

Finmeccanica si sta preparando a fare una grossa acquisizione: il mercato ne è sempre più convinto, e ieri è arrivato un nuovo segnale in questa direzione. Il cda del gruppo ha infatti deciso di chiedere all’assemblea che si terrà a fine maggio l’autorizzazione a effettuare uno o più aumenti di capitale riservati a investitori istituzionali e con esclusione del diritto di opzione per un massimo nominale di 185 milioni e 638mila euro a un nominale di 4,40 euro per azione. L’aumento potrà essere effettuato in tutto o in parte attraverso l’emissione di obbligazioni convertibili e con un warrant. L’operazione dovrà essere conclusa entro il 30 giugno del 2009.
Di fatto l’incasso per la società guidata da Pierfrancesco Guarguaglini sarà ben superiore: il prezzo dell’emissione, afferma un comunicato di Finmeccanica, «sarà allineato al valore di mercato delle azioni al momento dell’offerta» e comunque superiore al 90% della media ponderata del prezzo borsistico ufficiale degli ultimi 30 giorni precedenti l’offerta. Il titolo in questi giorni oscilla intorno ai 23 euro, Finmeccanica potrebbe quindi ottenere intorno al miliardo di mezzi freschi. Questo significa anche che il Tesoro, che deve rimanere con una quota superiore al 30% nel capitale, dovrà partecipare all’aumento in proporzione.
C’è da tener presente che Finmeccanica dispone attualmente di circa 2 miliardi di risorse attivabili per eventuali acquisizioni, cui andrebbe ad aggiungersi l’ulteriore miliardo dell’aumento: il cda di ieri ha così chiesto l’autorizzazione a effettuare gli aumenti, che non è però certo debbano essere realizzati in tempi stretti. In ogni caso, essendo riservati a investitori istituzionali, richiederanno tempi molto più rapidi per il collocamento. La domanda è comunque sempre la stessa: chi sarà l’oggetto della nuova acquisizione? Il recente road show dei vertici del gruppo negli Stati Uniti ha lasciato l’impressione che la società sia pronta a una grossa mossa: Thales? I rumors in questa direzione sono stati smentiti. Secondo alcuni analisti Finmeccanica potrebbe essere disponibile a cedere alcuni asset a società francesi (Alcatel?) per avere in cambio il via libera su Thales dal governo di Parigi. Ma la cosa, appunto, non solo non ha trovato conferme, ma è stata negata. In ogni caso, sia Guarguaglini, sia il presidente di Thales, Denis Ranque, hanno confermato l’intenzione di arrivare a una collaborazione più stretta tra i due gruppi. Ogni decisione con Parigi sarà comunque condizionata dall’esito delle imminenti elezioni francesi.