Finmeccanica alleata di Boeing per lo scudo missilistico Nato

Una prima commessa 100 milioni e della durata di 2 anni riguarderà un sistema di controllo in grado di gestire sorveglianza e difesa

Andrea Nativi

da Milano

Finmeccanica è in corsa per realizzare il «cervello» della difesa missilistica di teatro della Nato. L'annuncio è arrivato a margine della conferenza sulla difesa antimissile in corso a Roma e riguarda la partecipazione della società italiana all'Alliance Shield, un team industriale guidato da Boeing e che comprende anche Lockheed Martin, Bae Systems, Mbda, Teledyne Brown, Pit e Havelsan.
Alliance Shield compete per aggiudicarsi un primo contratto, del valore stimato in 100 milioni di euro e della durata di un biennio, cui farà seguito la realizzazione vera e propria del sistema, che in teoria dovrebbe diventare operativo nel 2011. Un progetto che pontenzialmente vale diversi miliardi di euro e che fa gola ad altri due cordate industriali. La prima è guidata dalle statunitensi Saic e Raytheon e include la francese Thales. La seconda è capitanata da Northrop Grumman e Eads e include Indra.
Le principali aziende elettroniche e missilistiche Nato sono quindi pronte a rispondere al bando di gara che sarà emesso entro fine anno, mentre la scelta del vincitore è attesa nei primi mesi del 2006. Il programma si chiama Altbmd (Active Layered Ballistic Missile Defense), difesa antimissile attiva a più strati, e consiste in un sistema di comando e controllo in grado di gestire tutti i sistemi di sorveglianza, allarme e di difesa antimissile assegnati alla Nato dai Paesi membri. L'obiettivo è quello di mettere a fattor comune le capacità nazionali che sono già operative o lo saranno in futuro. Il requisito Nato (segreto), l'Nsr, è un librone di 500 pagine che formula 169 specifiche richieste, ma che sostanzialmente chiede al nuovo sistema di difendere le truppe Nato impegnate in operazioni fuori area o nel territorio dei Paesi membri da attacchi condotti con sistemi missilistici con gittata fino a 3.000 km (Classe I-II-III), anche se i missili hanno testate con armi per la distruzione di massa.
Non si parla quindi di difesa del territorio nazionale e della popolazione dei Paesi Nato. Ma questo potrebbe essere il passo successivo ed in effetti la Alleanza Atlantica ha già fatto eseguire uno studio di fattibilità che riguarda la difesa antimissile di tutto il suo territorio dagli attacchi condotti con missili di ogni tipo, anche intercontinentali.
Per arrivare a questo sviluppo serviranno anni, un consenso politico che oggi non esiste e risorse finanziarie immense. Tuttavia il team industriale che si aggiudicherà il primo contratto e lo sviluppo dell'Altbmd metterà una seria ipoteca sulla sua futura evoluzione. Finmeccanica punta sul successo di Alliance Shield, che in effetti è il concorrente più forte, e intanto ha messo a punto una strategia per soddisfare i requisiti nazionali nel campo della difesa antimissile.