Finmeccanica, arriva il piano di Orsi con tagli e cessioni

Ci sono voluti tempi supplementari e accese discussioni per approvare i conti di Finmeccanica nel terzo trimestre e, soprattutto, per delineare i piani che potranno consentire una parziale riscossa per il gruppo di piazza Montegrappa.
Il consiglio di amministrazione si è riunito ieri pomeriggio, a Borsa chiusa, nell’ultimo giorno utile, dopo due rinvii. E i dati saranno comunicati solo stamattina. Non è stata una passeggiata. Ad agitare le acque non c’è solo la situazione politica, ma soprattutto la fredda logica dei numeri. Già la semestrale aveva mostrato flessioni di ricavi e ordini, crollo dell’utile e del margine operativo. Solo la cessione parziale di Ansaldo Energia aveva sostenuto i corsi.
Ebbene, nel terzo trimestre questo effetto positivo non c’è più, le performances sono peggiorate e l’amministratore delegato Giuseppe Orsi ha voluto rivedere contratti e contabilizzare i costi di una ristrutturazione che non può essere indolore. Lo conferma la fusione tra Alenia Aeronautica e Alenia Aermacchi, con un piano industriale che ha ottenuto il via libera sindacale, anche perché welfare oriented.
Dopo l’aeronautica tocca ad elettronica e spazio. Certo non è possibile pensare ad aumenti di capitale o a trasferimenti di «tesoretti», come accadde nella stagione della crescita. Il che vuol dire ridurre i costi, aumentare l’efficienza e ridimensionarsi, concentrando le risorse sui soli settori strategici.
La scelta «realista» non è piaciuta a molti, ma non ha alternative, specie nell’ottica di una contrazione degli investimenti statali per difesa, sicurezza e ricerca. Il disimpegno da Ansaldo Breda e in generale dal ferroviario o dall’energia sono passi necessari, come la cessione di alcune attività della controllata Drs Technologies. Finmeccanica è oggi un giocatore globale e deve obbedire alle regole del mercato. Solo a quelle.