Finmeccanica, la Borsa fredda su Drs

da Milano

Finmeccanica celebra la conquista della sua «preda» americana, Drs Technologies, che la proietta tra i protagonisti mondiali nel campo dell'aerospazio e difesa. I suoi concorrenti, specie quelli europei, sono sorpresi e spiazzati dalla mossa della società guidata da Pier Francesco Guarguaglini, celebrato ieri da un editoriale del Financial Times. Ma il mercato finanziario vede l'operazione in modo diverso. Il titolo Finmeccanica ha subìto ieri un brutto colpo, perdendo il 4,4%, mentre analisti e società di rating temono l'impatto per le finanze e solidità di Finmeccanica dell'esborso di 3,4 miliardi di euro per acquistare Drs e non hanno gradito la prospettiva di un aumento di capitale, con relativa diluizione profitti, per finanziare almeno in parte l'operazione. Si temono anche impatti negativi per la redditività e per le prospettive di crescita del titolo. Questo a dispetto delle rassicuranti spiegazioni fornite dal top management di Finmeccanica alla comunità finanziaria. Moody’s, in proposito, ha messo sotto osservazione il rating A3 del debito di Finmeccanica in vista di un possibile downgrade, mentre S&P, in attesa di verificare come sarà condotta l'operazione, ha posto cautelativamente il gruppo in credit watch negativo, indicando la possibilità di un peggioramento del merito del debito. Meno preoccupata, invece, è Fitch.
In realtà le prime reazioni sembrano eccessive e connesse a valutazioni di investimento di breve e medio periodo. Finmeccanica vuole ridurre rapidamente il «prestito ponte» con cui finanzierà in prima battuta l'operazione attraverso la combinazione di aumento di capitale, obbligazioni e cessioni di assetti (pacchetto residuo di azioni Stm, Ipo di Ansaldo Energia, ecc.). Il nuovo debito, scaricato su Finmeccanica e sulla stessa Drs, non dovrebbe superare 1,1-1,2 miliardi di euro.
Inoltre Alessandro Pansa, co-direttore generale e direttore finanziario del gruppo, ha detto che l'aumento di capitale non supererà gli 1,5 miliardi di euro e che, a seconda della tempistica dell'acquisizione, il prestito-ponte potrebbe non servire o essere utilizzato in misura ridotta. Pansa ha aggiunto che il collocamento in Borsa di Ansaldo Energia avrà luogo entro l'anno. Pier Francesco Guarguaglini, numero uno del gruppo, ha poi escluso per il momento cessioni di attività di Drs.
Finmeccanica è certa di riuscire a ridurre progressivamente il debito grazie al cash flow, continuando nel contempo a remunerare gli azionisti e a sostenere gli investimenti. Un contributo verrà anche dalle sinergie conseguenti l’integrazione di Drs, con una riduzione dei costi e una crescita dei ricavi. Inoltre a fine 2007 il rapporto debt/equity di Finmeccanica era ottimo, 21%, mentre molte società del settore che hanno adottato politiche di crescita aggressive, sono molto più indebitate.
Finmeccanica è poi fiduciosa sui benefici che l'acquisizione di Drs produrrà nel medio termine: nel 2009 i ricavi di gruppo saliranno a 17,3-18,1 miliardi, con un risultato operativo di 1,5-1,6 miliardi.
Quanto ai risultati di bilancio per il primo trimestre 2008, i dati, riferiti ad un periodo dell'anno tradizionalmente poco brillante per le industrie del settore, sono positivi, con ricavi per 2,9 miliardi di euro per (+ 6% rispetto allo stesso periodo del 2007), utili netti per 126 milioni di euro, inclusa la plusvalenza da 54 milioni per la cessione di titoli Stm, e un debito leggermente ridotto, a 1,9 miliardi (-2%). Finmeccanica infine ha confermato di non trascurare occasioni per fare shopping, nonostante l'impegno per Drs: la società ha infatti acquistato l'11,1% del capitale della società Eurotech, specializzata nel campo dei minicomputer.