Finmeccanica cede in Borsa (-3,5%). Ma ora inizia il risiko

Il day after di Finmeccanica, dopo la presentazione di conti choch ed una debacle borsistica che ha portato il titolo a perdere il 20%, non è stato positivo. Le azioni sono scese ancora del 3,5%, a poco più di 3,4 euro, con una Borsa positiva. Niente rimbalzi, perché la prospettiva è quella di un ulteriore trimestre difficile e di un esercizio con il segno negativo, anche se non ci saranno più, si spera, perdite straordinarie, ma solo costi di ristrutturazione digeribili. Pulizia è stata fatta, come approvato dal consiglio di amministrazione. L’ad Giuseppe Orsi nella sua presentazione è stato cristallino. Ma non portava buone notizie e il mercato ha reagito duramente. Altre aziende del settore hanno subito tracolli quando hanno annunciato ristrutturazioni drastiche e svelato i numeri, pensiamo a Thales, Bae Systems, Eads. Finmeccanica arriva per ultima e in un contesto difficile ne paga il prezzo. Gli obiettivi sono stati delineati, occorre tradurli in fatti. Quanto ai disinvestimenti non ci si può aspettare che qualcuno paghi a peso d’oro attività che producono perdite. Bisognerà anche sacrificare qualche oggetto pregiato, magari in uno scenario di «scambio» delle figurine con gli altri grandi giocatori e di riposizionamento.
Forse in Italia non ci si è resi conto che una stagione di M&A nel settore aerospazio e difesa è agli inizi. Il calcio d’avvio lo ha dato United Technologies rilevando per 18,4 miliardi di dollari Goodrich. Non sarà come nel 1991, ma ci sarà una nuova selezione naturale e razionalizzazione industriale. A livello globale.
Finmeccanica per rimanere in gioco non può che consolidarsi nei settori dove deve raggiungere o mantenere l’eccellenza. Ed ha bisogno in questo sforzo del pieno supporto del sistema Paese.