Finmeccanica Colpo da 2 miliardi di dollari: agli Emirati 48 addestratori M-346

STRATEGIA «Andremo avanti col macchinista unico anche senza l’avallo del sindacato»

Abu Dhabi (Eau)Vittoria italiana negli Emirati Arabi Uniti, che, come anticipato dal Giornale, hanno scelto il velivolo da addestramento Alenia Aermacchi M-346 per riequipaggiare l’aeronautica. Si tratta di 48 pezzi, che saranno consegnati a partire dal 2012. Il contratto sarà finalizzato nei prossimi mesi e includerà anche il supporto logistico e un sistema completo di addestramento a terra.
Anche se né l'azienda di Finmeccanica, né il cliente parlano di cifre, si può pensare a 2 miliardi di dollari. Il successo è ancora più importante, perché ottenuto battendo i coreani di Kai, supportati da Lockheed Martin e dal governo Usa, mentre in precedenza era stata eliminata la britannica Bae Systems con l'Hawk 128. Inoltre, Alenia Aermacchi costituirà una joint venture con il gruppo Mubadala (che avrà la maggioranza) per uno stabilimento per l'assemblaggio finale dell'aereo e lo sviluppo per la versione da attacco leggero dell'M-346, che gli Emirati vogliono affiancare a quella da addestramento.
Carmelo Casentino, ad di Alenia Aermacchi, dice che questa commessa, che premia l'eccellenza tecnologica italiana e che è stata ottenuta anche grazie al supporto del governo e delle forze armate italiane, schiude all'M-346 grandi possibilità su altri mercati. L'M-346 è infatti in corsa a Singapore, in Grecia, in Polonia e presto anche negli Stati Uniti. Per non parlare di altri Paesi del Golfo quali Arabia Saudita e Qatar.
Anche il presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, ha sottolineato l'importanza della vittoria dell'M-346 e al contempo è ritornato sulla vicenda dell'elicottero presidenziale (VH-71) per la Casa Bianca. Guarguaglini dice che il programma «non verrà cancellato» e che il governo americano ha tre possibilità: «Mantenere la attuale configurazione, decidere di non andare avanti - ma non credo questo avverrà -, oppure chiedere gli interventi necessari per rendere il VH-71 ancora più sicuro e con migliori prestazioni». Il numero uno di Finmeccanica conferma così che questo programma potrebbe regalare altre soddisfazioni e profitti al gruppo italiano. E a Washington i bookmakers danno per probabile la continuazione del progetto, anche se con una «fase due» magari ridimensionata.