Finmeccanica in corsa per la fornitura di elicotteri a sua Maestà

Guarguaglini: la relazione semestrale sarà in linea con le attese

Andrea Nativi

da Londra

La relazione semestrale di Finmeccanica, che sarà discussa nel consiglio di amministrazione del 29 settembre «sarà in linea con le previsioni», dice Pier Francesco Guarguaglini, numero uno del gruppo aerospaziale e della difesa, presente in forze al Dsei, il salone britannico della difesa in corso a Londra.
La Gran Bretagna rappresenta ormai il secondo mercato domestico per Finmeccanica, genera 1,8 miliardi di sterline, il 25 per cento del fatturato aerospaziale del gruppo e i dipendenti sono oltre 10mila. Guarguaglini spera di migliorare la penetrazione in Gran Bretagna, sfruttando appieno le sinergie tra le attività acquisite recentemente nel Regno Unito (elicotteri, elettronica per la difesa) e quelle italiane. Del resto quello britannico è il più ricco mercato europeo della difesa: il bilancio britannico 2005 prevede una spesa di 17 miliardi di euro tra nuove acquisizioni e manutenzione.
E Finmeccanica, mentre aspetta entro fine anno la firma del contratto di acquisizione da 1 miliardo di sterline per una ottantina di elicotteri Future Lynx e di quello logistico per il supporto degli elicotteri Merlin, del valore di 800 milioni di sterline, ora è impegnata nella gara per la fornitura di nuovi elicotteri da trasporto, che vale 1 miliardo di sterline e sta allargando il proprio interesse anche ad altri settori: come il programma dell’esercito Fres, che vedrà Londra investire 14 miliardi di sterline per sostituire 3.500 veicoli blindati e corazzati. Ovviamente non tutte le sfide si concludono positivamente: la gara per un nuovo sistema di comunicazioni, il Falcon, a cui Finmeccanica puntava è stato aggiudicata invece a Bae Systems.
La decisione di investire in Gran Bretagna non è poi fine a se stessa, ma costituisce una via indiretta per entrare nel mercato statunitense: le società britanniche di Finmeccanica hanno gia ottenuto i primi contratti negli Usa, tra i quali una recente commessa per una fornitura di radar per i velivoli della Guardia costiera, del valore di 67 milioni di dollari ed altre gare sono in corso.
Ma mentre continua a perseguire la strategia «anglosassone» Finmeccanica non trascura altre opzioni, a partire dal dossier francese con Thales. «Aspettavamo una indicazione del governo di Parigi per fine settembre, ma probabilmente bisognerà attendere ancora un po’»- ha detto Guarguaglini, riferendosi alla possibile alleanza elettronica con il colosso francese. Invariate ieri le quotazioni del titolo in Borsa.