Finmeccanica-Eads insieme nello spazio

Al via joint venture per i lanciatori che sostituiranno Ariane 5

Andrea Nativi

da Milano

Decolla l'alleanza nel settore dei lanciatori spaziali tra Finmeccanica e Eads. Lo ha confermato, pur senza nominare il nome del partner, il direttore generale di Finmeccanica, Giorgio Zappa, intervenendo al convegno organizzato dai Ds sul futuro dell'industria aerospaziale e della difesa.
La cooperazione tra Finmeccanica ed Eads passa attraverso la costituzione di una joint venture, denominata Ngl, New Generation Launcher, in cui Eads avrà una quota del 70% e Finmeccanica il 30%. La sede della società, ha rivelato Zappa, sarà a Torino. L'amministratore delegato sarà un manager tedesco. Lo scopo di questa iniziativa è quello di sviluppare i nuovi vettori spaziali europei che prenderanno il posto, a tempo debito, dell'attuale famiglia Ariane 5. Gli studi incominceranno subito, grazie agli stanziamenti previsti in ambito europeo.
Si tratta di un primo passo, che rientra però in un quadro molto più ampio, già delineato da tempo, ma che solo ora comincia a prendere concretezza. Da parte Eads c'è l'ambizione di dar vita, partendo da Ngl, ad una vera Airbus dei vettori spaziali, che tuttavia, a differenza della società aeronautica, includerà anche l'Italia. Gli sviluppi successi potrebbero portare in ambito Ngl anche i lanciatori spaziali leggeri, con il programma Vega, che l'Italia guida, con una quota del 65%, e con Avio nel ruolo di prime contractor. Avio è partecipata al 30% da Finmeccanica e nel giro di uno due anni, con l'uscita di Carlyle, che oggi controlla il 70%, e una probabile IPO si potrà verificare una ridefinizione del perimetro di attività della società. E il business spaziale certo non dispiace a Finmeccanica. Infine c'è la prospettiva di crescita di Finmeccanica nell'azionariato di Arianespace, la società che commercializza i lanci dei vettori europei e che detiene una quota di oltre il 50% del mercato commerciale.
Questo ampliamento dell'accordo con Eads è per ora solo una possibilità.
Si tratta tuttavia di una evidente dimostrazione di come il gruppo guidato da Pier Francesco Guarguaglini non abbia preclusioni «ideologiche» alle collaborazioni, alle alleanze ed alla crescita in Europa. Si perseguono le opportunità dove esistono, dove c'è mercato e le condizioni economiche e i rapporti di forza sono favorevoli. E Guarguaglini ha fatto notare che a certe condizioni il mercato Usa della difesa, il più importante al mondo, è aperto a società europee, come dimostra la vittoria di AgustaWestland contro Sikorsky per l'elicottero presidenziale, mentre in Europa ci sono paesi, come la Francia, che adottano una politica di quasi totale chiusura per ciò che non ha targa nazionale.
A proposito della collaborazione con Airbus, Giorgio Zappa ha ribadito l'aspirazione ad ottenere una quota fino al 10% della cellula del nuovo velivolo A350, ma secondo gli analisti difficilmente si andrà al di là del 4-5% e di un investimento di una cinquantina di milioni di euro.
In realtà rimangono comunque sul tappeto altre potenziali cooperazioni, ad esempio nel settore dei velivoli cargo (derivato dell'A330) per non parlare della futura famiglia di aerei a corridoio singolo che prenderà il posto dell'A320. Certo ormai l'ingresso nell'azionariato di Airbus non è all'ordine del giorno, oltre ad avere un costo proibitivo.
Zappa poi ha puntualizzato che oltre a Boeing e Airbus esistono altri possibili partners civili: un chiaro riferimento al possibile ingresso di Finmeccanica con una quota di almeno il 25% nel capitale del braccio civile della russa Sukhoi: Zappa ha detto che una decisione è attesa entro fine di febbraio. Sul tema del controllo del capitale delle società di aerospazio e difesa strategiche, se è vero che Francia e Germania si stanno muovendo in senso restrittivo è anche vero che il mantenimento di una partecipazione diretta di controllo da parte dello stato non è indispensabile per avere una influenza diretta e preservare il patrimonio tecnologico nazionale: Guarguaglini ha fatto l'esempio di Bae Systems, public company inglese, mentre Saverio Stratti, ad di Avio, ha spiegato come in una economia di mercato il modello stato-azionista sia davvero superato. Basta del resto guardare a tutte le società aerospaziali statunitensi. Il controllo si fa sul trasferimento di tecnologie, non sul capitale. Affermazioni queste forse poco gradite agli organizzatori del convegno, che sembrano orientati nel senso opposto ed ad un dirigismo economico che specie nel settore aerospaziale e della difesa, globalizzato e considerate le dimensioni e capacità nazionali è davvero anacronistico.
A margine del convegno si è anche parlato di risultati economici: Zappa ha confermato che nel giro di due-tre anni il fatturato di Finmeccanica raggiungerà i 15 miliardi di euro, mentre Guarguaglini ha ribadito che il bilancio 2005 vedrà una crescita del 20% sul 2004 e un Ebit, risultato operativo, di 700 milioni di euro. Infine due notizie sui contratti: quello per la seconda tranche del sistema di comunicazioni protette Tetra per le forze di sicurezza è in ritardo, ma in dirittura d'arrivo, mentre con la finanziaria si è trovato il modo di sbloccare il programma dell'Esercito per i veicoli da combattimento ruotati Vbc, prodotti da Iveco-Oto Melara: 405 milioni, al lordo della quota per interessi, ottenuti però a scapito dello stanziamento per le fregate Fremm, per i quali rimangono 1.620 milioni, comunque sufficienti grazie ad una nuova formula di acquisto.